Costituzione, giustizia, marò: alcune storture italiane – di Leonardo Cecca

Credo che se non ci fosse uno stato come l’Italia le nazioni di tutto il mondo avvertirebbero la necessità di costituirne uno uguale da additare ad esempio per le storture e le cose da non fare. Faccio una breve, lo spazio è tiranno, disamina di alcune di queste storture, per non dire porcate.

La Costituzione è ormai da cambiare, ma oscuri motivi ne impediscono modifiche, ma forse tenerla così com’è fa solo comodo: ad esempio, bolla come reato l’apologia del fascismo, mentre trascura il comunismo forse ben più grave e pericoloso.

Che dire della magistratura? Non passa giorno che non sia scevro da notizie di malagiustizia: magistrato che impedisce ad un detenuto di far visita alla madre ormai sulla via del tramonto, portando a giustificazione una ridicola quanto fantasiosa motivazione indegna di ogni morale e priva di valore scientifico; la condanna di una persona per vilipendio al Capo dello Stato in quanto gli ha risposto usando gli stessi termini, mentre sono stati ignorati altri personaggi che hanno usato termini ben più lesivi; giudici che si mostrano comprensivi oltre ogni limite nei confronti degli incappucciati che bloccano le vie di comunicazione, riducono le piazze in campi di battaglia ed assaltano le forze dell’ordine con il plauso di alcuni politici.

E ancora, l’assenza di indagini sul "presunto "golpe del 2011 del quale fin troppi parlano fornendo utili indicazioni; l’impossibilità di una madre, presunta omicida, di partecipare alle esequie del figlio: per il pericolo di disordine pubblico bastava distogliere il personale di scorta ai politici ed impiegarlo in modo più consono, tanto i politici più di qualche carciofata in faccia non possono temere; la possibilità dei rom, in barba a precisi articoli della Costituzione, di fare ciò che vogliono in seguito ad "autorizzazione" del magistrato: che vergogna!

Termino con lo scandalo che dimostra in modo inequivocabile l’inettitudine di tre governi e di chi li ha voluti: il caso dei Marò nel quale, per pura ottusità ideologica che spinge ad emarginare le Forze Armate, l’Italia con i suoi rappresentanti ha fatto una figura deplorevole, che mal si addice a chi "spera " di far parte del mondo civile. Ecco un caso eclatante, ove si ravvisa il grave reato di tradire di chi in armi serve la Patria, ma che per pure questioni politiche chi di dovere fa finta di nulla.