CORONAVIRUS | La CONFSAL UNSA chiede un piano per il rientro dei medici italiani all’estero iscritti AIRE

“In un momento complesso come quello in atto, appare prioritario che si parta proprio dalle falle del sistema attraverso l’individuazione dei medici e infermieri italiani iscritti all’AIRE e la definizione di un loro piano di rientro”

“Una delle certezze dell’attuale emergenza epidemiologica in Italia è rappresentata dalla penuria di personale medico e sanitario nelle strutture ospedaliere, che sembra stridere in maniera paradossale con l’emorragia verso l’estero di giovani professioni che si è consumata negli ultimi anni, dinanzi alla quale lo Stato ha fatto ben poco”. Parte da queste riflessioni la nota del Coordinamento Esteri del sindacato CONFSAL UNSA, secondo il quale, “in un momento complesso come quello in atto, appare prioritario che si parta proprio dalle falle del sistema attraverso l’individuazione dei medici e infermieri italiani iscritti all’AIRE e la definizione di un loro piano di rientro, anche limitato alla fase emergenziale, che consenta di gestire il collasso delle strutture sanitarie, far fronte alla crescente domanda di supporto e servizi e nel contempo porre rimedio alla superficialità con cui lo Stato ha gestito le sue migliori risorse umane”.

Per queste ragioni la CONFSAL UNSA rivolge “un invito accorato ai ministri Di Maio e Speranza, affinché si proceda con la definizione di un progetto orientato verso l’individuazione dei medici e infermieri italiani all’estero, attraverso il coinvolgimento dei registri AIRE e le nostre rappresentanze all’estero, e la definizione di un piano di agevolazioni e compensi che legittimi il rientro di chi è andato via negli anni, in assenza di certezze e prospettive. Il tempo è poco”, conclude la nota, “e urgono scelte celeri e pragmatiche per il futuro del Paese”.