CORONAVIRUS | Di Maio al Financial Times: “Basta personalismi, o l’Europa è unita o non è”

“In questa battaglia l’Europa non ha saputo giocare da squadra, anzi non ha voluto. Sono emersi egoismi e personalismi, persino scontri tra i giornali dei diversi Paesi. Uno spettacolo oggettivamente triste”

Luigi Di Maio, in una lettera al Financial Times, affronta il tema del coronavirus in Italia e in Europa.

“Come mai prima d’ora l’Europa si trova di fronte a una sfida cruciale per il suo futuro”, scrive il ministro degli Esteri. “Una sfida che non ha precedenti nella storia dell’Unione europea, una sfida che segnera’ inevitabilmente il nostro percorso, la nostra comunita’ e che restera’ nei libri di storia”.

“Non possiamo perdere questa opportunita’ di cambiare la storia. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle future generazioni che verranno. Lo dobbiamo ai valori della democrazia e della liberta’ che abbiamo sempre difeso e che, mi auguro, continueremo ancora a difendere”.

“Nessuno di noi, nessuno dei 27 Stati membri che oggi costituiscono la nostra comunita’, potrebbe farcela da solo”.

“L’orgoglio e il patriottismo che ogni singolo governo nutre per la propria terra sono sentimenti nobili e legittimi – prosegue il titolare della Farnesina -, non possiamo tuttavia rischiare di restarvici chiusi dentro. Non possiamo affidarci agli individualismi, specie in un momento in cui il destino di ognuno e’ legato a quello dell’altro”.

“Ora e’ il momento di restare uniti, di lottare insieme e di riflettere. Di riflettere sul futuro dell’Unione, su cio’ che vogliamo, sulle nostre ambizioni. In una delle peggiori crisi di sempre, dove nessuno ha colpe, colpiti da una pandemia globale, dobbiamo dirci la verita’: l’Europa finora non ha saputo mostrare sufficiente solidarieta’. Non ha saputo giocare da squadra, anzi non ha voluto. Sono emersi egoismi e personalismi, persino scontri tra i giornali dei diversi Paesi. Uno spettacolo oggettivamente triste – conclude Di Maio -, che deve far riflettere non solo tutti gli italiani ma ogni cittadino europeo”.