CONFERMATO | Italiani all’estero, Fabio Porta (Pd) candidato alla Camera in Sudamerica

Tra le priorità per gli italiani nel mondo, secondo Porta, “migliorare i servizi consolari, proseguendo una battaglia che mi ha visto protagonista in questi anni con proposte e risultati concreti”

Fabio Porta
Fabio Porta

Confermato: come anticipato nei giorni scorsi su ItaliaChiamaItalia, Fabio Porta, senatore uscente del Pd, si ricandida, ma questa volta alla Camera dei Deputati. Sempre nella ripartizione estera Sudamerica naturalmente.

“Ho accettato la richiesta del Segretario del partito e di centinaia di persone che dall’Italia e dall’estero mi hanno incentivato in tal senso”, dichiara il senatore. “Lo faccio – spiega – in primo luogo per portare avanti la battaglia storica e necessaria contro l’impunità e l’illegalità, che mi ha visto vincitore pochi mesi fa ma che ha privato per la quasi totalità della scorsa legislatura il loro legittimo rappresentante agli elettori del Sudamerica. Sarò ancora una volta in prima linea per rappresentare gli italiani che vivono in questo straordinario continente, il più grande al mondo per presenza di tante generazioni di italiani”.

Le priorità per gli italiani nel mondo secondo Porta: “Migliorare i servizi consolari, proseguendo una battaglia che mi ha visto protagonista in questi anni con proposte e risultati concreti; insegnare nelle scuole italiane la fantastica ed eterogenea presenza dell’Italia nel mondo, con l’insegnamento multidisciplinare delle migrazioni; investire infine nella moltiplicazione degli scambi giovanili ed accademici, culturali e commerciali, facendo diventare il turismo delle radici il perno di quella ‘rivoluzione culturale’ per la quale lavoro da tempo, rendendo finalmente la comunità degli italiani nel mondo la leva principale per la crescita e lo sviluppo dell’Italia, contro la recessione demografica e per costruire un Paese sempre più aperto e inclusivo”. “Io ci sono, ci sono stato e – grazie al vostro sostegno – ci sarò. Con entusiasmo, competenza e passione”, conclude.