Cittadinanza e servizi consolari, governo impegnato a trasferire fondi a rete consolare

Il Ministero dell'Economia ha risposto in aula ad una interpellanza presentata da Fabio Porta (PD) e sottoscritta da oltre trenta deputati

“Ritardi e lentezze nel riconoscimento delle cittadinanze ‘ius sanguinis’ non sono più tollerabili; tale situazione causa all’Italia un danno di immagine e fa perdere al nostro Paese l’apporto di centinaia di migliaia di cittadini che costerebbero al nostro Erario molto meno di quanto potrebbero apportare in termini di contributo all’internazionalizzazione e alla diffusione del Made in Italy”. E’ questo il principio dal quale è partita l’interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’Economia, presentata dall’On. Fabio Porta e sottoscritta da oltre trenta deputati.

“Tale ritardo è ancor più inspiegabile – ha denunciato il deputato del PD intervenendo in Parlamento nell’illustrazione dell’interpellanza – a fronte dell’esistenza di risorse già stanziate, provenienti dall’introduzione del contributo di 300 euro per ogni domanda, equivalenti oggi ad almeno 35-40 milioni di euro”.

Il governo, attraverso il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, ha confermato che tutte le procedure per il trasferimento ai consolati delle risorse approvate in legge di bilancio 2017 sono già in atto e che presto sarà possibile trasferire le prima tranche relativa al primo trimestre del 2017, mentre la richiesta di assegnazione di quanto riscosso nel secondo trimestre del 2017 potrà partire già dal mese di agosto.

Nella sua replica al governo, il Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo ha ringraziato il governo per l’attenzione con la quale sta seguendo questa situazione che merita, secondo Porta, un’urgenza nella risposta pari alla gravità del ritardo e delle giacenze accumulate.

Il deputato eletto in Sudamerica ha preannunciato altre iniziative per seguire e sollecitare i ministeri competenti a istituire nei prossimi mesi specifiche ‘task force’ nei consolati interessati al fine di eliminare (come previsto dalla legge di bilancio) le cosiddette “file” della cittadinanza, migliorando e potenziando i servizi consolari.