Cittadinanza italiana, restituirla a chi l’ha persa è un dovere morale – di Emanuele Esposito

La settimana scorsa ho seguito con molta attenzione la trasmissione radiofonica di Paolo Rajo su Reteitalia: si parlava del riacquisto della cittadinanza italiana per coloro che l’hanno persa per prendere quella del Paese ospitante. In studio c’era il Sen. Francesco Giacobbe che ha spiegato il suo disegno di legge presentato al Senato, uno identico a quello presentato dall’On. Marco Fedi alla Camera.

Si sono susseguite varie telefonate sull’argomento e una di queste mi ha colpito in maniera particolare: una signora ha esposto bene le motivazioni e mi ha fatto riflettere. Spiegava che la rinuncia alla cittadinanza è stato un atto dovuto e un segno di rispetto nei confronti del Paese ospitante, in un momento storico in cui l’Italia negava un diritto costituzionale, il lavoro; ma certo non ha significato mai in alcun modo negare le proprie radici o rinnegare la madrepatria.

In effetti molti italiani che hanno cercato una vita migliore all’estero sono andati via perchè in Italia mancava il lavoro; molti dal dopoguerra in poi sono stati anche, diciamo così, venduti, come è successo in Belgio ma anche in Australia, dove c’era bisogno di manodopera a basso costo.

L’Italia nei confronti dei nostri emigrati all’estero non si e’ mai comportata bene, e spesso costoro sono stati derisi dagli stessi connazionali, o guardati con sospetto come  fossero degli alieni. E dobbiamo ricordare che per anni hanno contribuito, e continuano a farlo con le rimesse, al mantenimento e al progredire dello Stato Italiano.

Da queste pagine invito tutti i parlamentari a tener presente che gli italiani all’estero sono una risorsa e non un problema; anche l’idea che ridare la cittadinanza sarebbe un costo per le casse dello Stato, va suffragata da altri calcoli: ma si sa quanto noi italiani all’estero spendiamo ogni anno per i prodotti made in Italy, che spesso costano anche una fortuna?

L’export italiano vale qualche punto del PIL. Non dico che sono solo italiani a comprare, ma sicuramente una bella fetta, e se il made in Italy in giro per il mondo è famoso ed apprezzato è anche grazie alla grande coscienza nazionalpopolare e alla presenza degli italiani nel mondo.

La cittadinanza italiana va restituita senza condizioni, è un obbligo civile e morale; se non altro perché lo Stato, che è anche nazione e comunità, possa ripagare in qualche modo i sacrifici che i propri figli sono stati costretti a subire negli anni più bui dell’ emigrazione.