Caos dopo il voto in Sicilia, Di Maio cancella confronto con Renzi. L’ex premier: “Lui scappa, io ci sarò”

E poi: “Non è Di Maio a decidere chi sarà candidato premier del Pd, ma le primarie”. Per Renzi Di Maio “ha paura di confrontarsi e inventa scuse ridicole”

Il voto in Sicilia cambia il panorama politico nazionale. O no? Il M5S finora risulta il primo partito nel voto siciliano, anche se ad essere avanti è la coalizione di centrodestra con Musumeci candidato governatore. Il buon risultato del Movimento comunque gasa i grillini. Gigi Di Maio, che di sente già premier, cancella il confronto tv con Matteo Renzi, dopo che era stato lo stesso vicepresidente della Camera a lanciare il guanto di sfida all’ex sindaco di Firenze. Ma Di Maio ora fa dietrofront.

Non tarda ad arrivare il commento del segretario Pd, che su Facebook scrive: “Di Maio mi ha sfidato a un confronto televisivo. Ha scelto la data, dopo il 5 novembre. Ha scelto la rete TV, La7. Ha scelto il conduttore, Floris. Ha fatto tutto lui. Io ho semplicemente accettato perche’ Di Maio e’ il leader del Movimento 5 stelle che in tutti i sondaggi se la batte con il Pd per il primo posto nel proporzionale. E siccome due milioni di italiani mi hanno chiesto sei mesi fa di guidare il Pd, ho pensato fosse un gesto di rispetto accettare un confronto pubblico e trasparente davanti agli italiani”.

Tuttavia, sottolinea Renzi, “oggi Di Maio scappa. Da giorni sapevamo che stavano litigando al loro interno dopo i precipitosi tweet dell’onorevole campano. Che avevano paura. Ma non credevamo che arrivassero al punto di fuggire cosi’. Mi spiace. Da padre prima che da politico. Di Maio potrebbe essere il nuovo presidente del consiglio, se vinceranno loro. Mi spiace per i miei figli pensare che gli italiani rischino di essere guidati da un leader che e’ senza coraggio. Che ha paura di confrontarsi. Che inventa scuse ridicole”.

E poi una precisazione, dopo le parole di Di Maio, secondo il quale, visto il risultato delle elezioni in Sicilia, Renzi non sarebbe più il candidato premier del Partito Democratico.

“Chi e’ il leader del Pd lo decidono le primarie, cioe’ la democrazia interna. Non lo decidono le correnti, non lo decide il software di un’azienda privata, non lo decide Di Maio”, avverte Renzi. “Lo decide un popolo meraviglioso che viene ogni giorno insultato sul web da profili falsi e odiatori veri”.

Da Floris “io ci sarò lo stesso. E risponderemo su tutto, dalla Sicilia alle tasse, dai vaccini alle banche, dall’economia alla politica estera. So di giocare in trasferta. Ma un leader che vuole governare l’Italia deve far fronte a enormi sfide: terrorismo internazionale, sicurezza globale, disoccupazione, lotta alla corruzione. Se un leader che vuole governare l’Italia con queste sfide ha paura di uno studio televisivo, semplicemente non e’ un leader. A domani, alle 21.30, su La7: se Di Maio ha un sussulto di dignita’ lo aspettiamo in studio. Altrimenti faremo con i giornalisti”.

Renzi non è certo uno che si fa spaventare o che resta sulla riva del fiume a guardare. E’ un attaccante, giocherà fino in fondo e fino all’ultimo darà tutto se stesso per mandare la palla in rete. Le Politiche 2018 si avvicinano ogni giorno di più.