Camera, gruppo Ala destinato a crescere: ‘presto saremo 20’

E così anche i verdiniani firmano l’emendamento di maggioranza all’articolo 2 del ddl Boschi. Al testo Finocchiaro, Schifani, Zanda, Zeller con il quale si stabilisce che i nuovi senatori saranno eletti dai consigli regionali in conformita’ alle scelte dei cittadini, si e’ aggiunta la firma di Vincenzo D’Anna, portavoce di Alleanza liberalpopolare-autonomie voluto da Denis Verdini.

I verdiniani sempre più utili alla maggioranza di Renzi, ma – dicono loro – utili al Paese, che ha bisogno delle riforme, altrimenti non si rialza. Verdiniani che in questi giorni – da parte delle opposizioni – sono stati accusati di tutto, di essersi venduti, di traditori, di irresponsabili.

Saverio Romano, coordinatore dei gruppi Camera e Senato di Ala, non ci sta: "Nel corso di questa legislatura vi sono stati, finora, 290 passaggi di partito e di gruppo nel Parlamento italiano. Sarebbe bene che gli organi di informazione dessero conto ai cittadini di chi lo ha fatto per una tangibile ‘ricompensa’ politica con incarichi e funzioni di governo e sottogoverno, e chi invece a importanti incarichi e funzioni di partito ha rinunciato – come Verdini ad esempio, numero 2 di Forza Italia – decidendo di sostenere le riforme in cui ha sempre creduto e che il governo Renzi si è impegnato a varare".

Romano continua: “E’ in atto una gravissima crisi interna al Pd, che prescinde da noi, consapevoli come siamo che se non ci fosse il nostro sostegno, molti parlamentari del Partito Democratico finirebbero per votare i provvedimenti di Renzi solo in cambio di qualcosa. Abbiamo altresi’ assistito ad una altalenante politica di Berlusconi sia su Renzi sia su Salvini: fattori che ci hanno portato a prendere una decisione in autonomia. Ma di questo non si tiene conto. Non facciamo alcuna campagna acquisti – dice Romano – impegnati come siamo a promuovere una battaglia politica per un traguardo nel medio e lungo termine. Si guardi piuttosto a chi e’ salito sul carro di Renzi, fissandovi la propria residenza, per beneficiare della sua ondata di successo. E’ in corso, purtroppo, una operazione di killeraggio mediatico da parte di testate giornalistiche compiacenti, allo scopo di infangare le ragioni di una scelta politica che Verdini, il sottoscritto e tanti altri hanno operato in assoluta coerenza. Una posizione politica sostenuta a viso aperto – conclude Romano – e che ci ha portato a dissentire aspramente da Berlusconi, ben sapendo del prezzo politico che avremmo dovuto pagare".

Intanto il gruppo Ala alla Camera è destinato a crescere. Lo dicono voci di Palazzo e lo assicura il deputato Massimo Parisi, braccio destro di Denis Verdini nella costruzione di Ala: “All’interno della Camera sicuramente cresceremo. Puntiamo ad arrivare a 20 e a fare gruppo alla Camera”. Ora i deputati Ala a Montecitorio sono sette e hanno costituito all’interno del Gruppo Misto la componente Ala-MAIE, con il Movimento Associativo Italiani all’Estero dell’On. Ricardo Merlo: in totale, la componente è formata da 11 deputati.