‘Prendetevela con me’. Nel clima da ‘tutti contro tutti’ che aleggia sulla Roma, con dirigenti e giocatori contestati dalla tifoseria e continui faccia a faccia dentro le mura di Trigoria, il presidente James Pallotta prova ad ergersi a parafulmine dell’universo giallorosso. ‘Anche se non abbiamo ottenuto risultati molto soddisfacenti di recente, ho una grande fiducia nei nostri giocatori e nel nostro staff – ha dichiarato da Boston – Attaccare quotidianamente i nostri dirigenti come Baldini e Sabatini e’ inutile e non porta alcun risultato. Se preferite, prendetevela con me’.
Insomma, nonostante i pessimi risultati (la Roma occupa il 9/o posto in classifica e ha un gap di 10 punti dalla zona Champions League) e il cambio di allenatore (Andreazzoli per l’esonerato Zeman), almeno fino al termine della stagione non ci saranno rivoluzioni nella stanza dei bottoni di Trigoria. Poi si vedra’. ‘Stiamo costruendo un organico societario ed una squadra che necessitano di tempo affinche’ possano diventare l’orgoglio di Roma – ha sottolineato Pallotta – In questi periodi di transizione esistono sempre casi in cui, col senno di poi, si sarebbero potute fare scelte differenti, ma non intendo prendere decisioni di facciata solo per soddisfare i bisogni di qualcuno a breve termine’.
Il presidente della Roma, nel suo messaggio all’ambiente, e’ tornato poi a ribadire che i frutti del progetto americano saranno raccolti nel medio-lungo periodo: ‘Sono dispiaciuto poiche’ sono cosciente del fatto che tutti vorremmo raggiungere rapidamente i risultati sperati, ma credo che dal momento in cui sono divenuto presidente sette mesi fa abbiamo fatto passi in avanti sotto molti aspetti per raggiungere quei risultati a lungo termine e quella grandezza a cui puntiamo per il bene della Roma’.
E per il bene della Roma, Andreazzoli ha tenuto a rapporto la squadra per oltre un’ora alla ripresa degli allenamenti dopo il ko contro la Sampdoria. Dopo la consueta analisi tecnico-tattica, l’allenatore ha parlato sia alla squadra sia a Totti e Osvaldo per l’episodio del rigore di Marassi. Al numero 10 Andreazzoli ha rimproverato il fatto di non aver nemmeno provato a far cambiare idea all’italoargentino. ‘Come capitano e rigorista avresti dovuto prendere tu il pallone’ il senso del discorso cui Totti ha preferito non rispondere. L’attaccante d’altronde aveva gia’ spiegato nel dopo gara di non aver condiviso il comportamento di Osvaldo ma di non aver voluto discutere in campo sotto gli occhi di tutti. Decisamente meno soft invece il confronto tra Andreazzoli e l’italoargentino, accusato senza mezzi termini di aver tenuto un comportamento dannoso per la squadra. Strappando il rigore a Totti, infatti, Osvaldo ha dato all’esterno l’immagine di uno spogliatoio in autogestione, senza guida, proprio il contrario di quello che il tecnico ha sempre sostenuto da quando ha preso il posto di Zeman.
Alla ramanzina dentro Trigoria ha quindi fatto seguito una contestazione mirata da parte di una ventina di tifosi che hanno atteso l’uscita di Osvaldo per insultarlo e colpire l’auto su cui viaggiava (fermato un tifoso dalle forze dell’ordine in presidio davanti al centro sportivo). Giornata da dimenticare infine anche per Castan sottoposto a esami clinici e strumentali che hanno confermato la distorsione del ginocchio sinistro con lesione de legamento collaterale mediale. Il difensore brasiliano dovra’ star fermo per sei settimane e costringera’ Andreazzoli a dover rinunciare subito alla difesa a tre schierata a Genova.






























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