Blog Grillo, ‘Gentiloni? Ministro degli Esteri… degli altri’

ETTORE FERRARI

Non piace al mondo che ruota intorno al Movimento 5 Stelle la nomina di Paolo Gentiloni a ministro degli Esteri. "Che significato ha la nomina di Gentiloni? E stato imposto dal Colle o è stato una sorta di compromesso fra Napolitano e Renzi?". A porsi queste domande, e a cercare di trovare risposte, è Aldo Giannuli sul blog di Beppe Grillo, che insinua che "la logica politica dell’operazione è abbastanza trasparente e proviamo a spiegarla”.

“Gentiloni – scrive – è uomo assai sensibile alle ragioni a stelle e strisce. Ed ancor più sensibile è diventato, con il tempo, alle ragioni di Israele: è interessante constatare come proprio alla vigilia della sua nomina, Gentiloni abbia avuto un caloroso incontro con i maggiori rappresentanti della comunità ebraica italiana".

"Prima che saltino su i soliti dietrologi che vedono Israele dietro ogni complotto o i più fanatici sostenitori di Israele ad accusarmi di antisemitismo per aver insinuato chissà cosa, preciso: niente oscuri complotti, ma uno scenario politico che è sotto gli occhi di tutti e che ha una sua logica interna".

Secondo Giannuli infatti "nel governo Renzi si è riprodotta in sedicesimo quella convergenza russo-israeliana di cui dicevamo. E gli americani non hanno affatto gradito, riservando al giullare fiorentino più di uno sgarbo. Insomma, mi pare che tutto confermi che sia in atto una nuova puntata della guerra segreta dei gasdotti e che essa passi per il governo italiano. Di qui – conclude – la necessità di un ministro degli Esteri molto ben accreditato, sia presso Washington che presso Telaviv, per trovare una mediazione in un conflitto che potenzialmente può travolgere il governo".