Berlusconi, sulla decadenza ignoranza artificiale – di Andrea Di Bella

Quella di alcuni dei molti giornalisti e colleghi commentatori politici è un’ignoranza artificiale. Se vogliamo indotta, nessuno si offenda. Il Pdl e i difensori del Cavaliere più affiatati (io non sono tra questi, vedasi mio editoriale di ieri mattina sul caso Cancellieri-Ligresti), non hanno mai disconosciuto – per essere chiari – la sentenza in Cassazione che è stata emanata ai danni di Berlusconi, seppure con tutte le incongruenze processuali che la caratterizzano.  

La questione di merito è la decadenza da senatore e la relativa votazione del Senato a scrutinio palese (norma parlamentare cambiata apposta e per la prima volta nella storia Repubblicana). Ma anche un’altra: la norma di legge (Severino-AntiCorruzione) è stata applicata retroattivamente ai reati presumibilmente commessi da Silvio Berlusconi. È giusto applicarla? Non è giusto? Il centrodestra aveva chiesto che si esprimesse sul caso la Corte Costituzionale, visto che più e più volte i membri componenti la Giunta per le Autorizzazioni del Senato si erano espressi chiaramente in conferenze stampa ed interviste prima della decisione ufficiale; per non contare i post su Facebook del grillino Vito Crimi pubblicati negli stessi minuti in cui dentro l’aula si decideva il destino politico e umano di un uomo. Sí, perché piaccia o non piaccia Berlusconi un uomo è e merita rispetto istituzionale e personale. Così non è stato. Questioni, come per esempio quest’ultima relativa a Vito Crimi, sulle quali Maurizio Gasparri ha posto una legittima pregiudiziale. Ne seguiremo l’evoluzione nei prossimi giorni.

Non dovrebbe il Cavaliere restare al suo posto solo perché rappresentante di tanti milioni di italiani, quindi. Ma perché una norma è attualmente impropriamente applicata retroattivamente a far valere la decadenza dal seggio senatoriale, legittimamente occupato dal leader del Pdl e del centrodestra italiano.

Nessuno mette in dubbio la sentenza della Corte di Cassazione, quindi (ricordiamoci Esposito e le sue diavolerie, però). Anche se su quella pare arriveranno presto novità che potrebbero addirittura ribaltarla, la sentenza. In definitiva, comunque, negare un accanimento di certa Magistratura nei riguardi dell’uomo Berlusconi è da fessi. Perdonatemi l’audacia.

Le dimissioni spontanee di Berlusconi per motivi di natura etica personale poi (cosa che in molti auspicherebbero), sono tutto un altro paio di maniche. E questo lo sanno (e lo ammettono) anche nel Pd. Ed intanto è stato calendarizzato il voto sulla decadenza in aula al Senato il prossimo 27 di Novembre. Ciò significa che anche solo teoricamente (mica tanto), dal 28 mattina i carabinieri potrebbero andare ad arrestare l’ex premier su disposizione della Procura, mettergli le manette e portarlo materialmente dietro le sbarre con la forza. Quest’ultima un’eventualità incredibile per molti, ma assolutamente possibile.