Berlusconi, “Renzi unico leader in Italia”. E ribadisce No al referendum

Futuro centrodestra: “Spero Lega con noi, abbandoni populismo di Grillo”. Trump? “Parla alla gente, come me”

Silvio Berlusconi sta meglio. Dopo l’operazione al cuore della scorsa estate, si è ripreso alla grande. “Ho passato la prova più difficile della mia vita, ma poco a poco ho recuperato. Mi sono rimesso coi muscoli, tutte le mattine faccio un’ora di ginnastica e di nuoto, mi sento bene”: così il leader di Forza Italia intervenendo a Rtl 102.5 e parlando dei suoi recenti problemi di salute. A chi gli chiedeva della sua famiglia, ha risposto: “Sono davvero un patriarca perché ho dieci nipoti. Ieri sono stato a trovare il mio decimo nipotino, l’ho trovato bellissimo. Sono stato circondato dall’amore dei miei figli e dei miei nipotini. Da questo punto di vista quell’intervento drammatico ha portato tutta la famiglia a raccogliersi intorno a me e sono state delle ore serene”.

Poi si passa a parlare di politica. Trovare un mio erede? “Io spero che ci sia, fino adesso non sono stato capace di fare una scelta. Avevo puntato molto su qualcuno che poi è passato dall’altra parte. Alcuni personaggi hanno deluso. Quindi oggi in Italia leader veri dentro la politica ce n’è solo uno ed è Matteo Renzi, fuori dalla politica forse ce n’è qualcuno ma dalla politica è stato buttato fuori”.

L’uomo di Arcore torna a bocciare l’ipotesi delle primarie nel centrodestra: “Il concetto delle primarie in sé è apprezzabile, ma le primarie così come si sono svolte in Italia, ad esempio nel Pd, non garantiscono assolutamente la regolarità dei voti. Sono delle primarie barzelletta. Io potrei dire sì alle primarie se ci fosse una legge che le regolasse”.

NO AL REFERENDUM Si va a votare se vince il ‘no’ al referendum? “Se vince il ‘no’ si aprono diverse possibilità. La prima è che si riesca a fare tutti insieme una legge elettorale ragionevole e poi si va a votare. E poi si apre la possibilità di una nuova riforma che contenga alcune cose che in questa non ci sono, che è una riforma che è pericolosa per la democrazia perché può aprire la via a una deriva autoritaria”.

Silvio accusa Renzi di aver fatto una riforma che “spezza” il Paese invece di trovarne una con ampio consenso. A chi gli chiedeva se esiste il rischio che con il ‘no’ ci vogliano altri venti anni per rifare le riforme, Berlusconi ha risposto: “Queste sono bugie messe in giro da Renzi. I problemi in Italia sono gravi e non li risolve di certo questo referendum. Questa è un’arma che usa Renzi per spaventare gli italiani”.

Sulla lettera di Renzi agli italiani all’estero, il leader di Fi ha aggiunto: “Non sono così al corrente di quale sia la lettera, però penso che il diritto di comunicare a tutti gli elettori sia un diritto dello stesso Renzi”.

Berlusconi Salvini MeloniFUTURO CENTRODESTRA Per quanto riguarda il futuro del centrodestra e le recenti dichiarazioni dello stesso Berlusconi su Parisi, il Cav ha affermato: “Io ho fatto solo una constatazione: in una coalizione i toni troppo accesi non servono. Chiunque può pensare di avere la guida di una coalizione se i membri della coalizione li accettano. Non era questo il ruolo di Parisi, era quello di raccogliere risorse nuove tra la società civile. Parisi ha sempre affermato di non considerarsi di Forza Italia, io mi auguro che vada avanti in questo lavoro e che alla fine ci si possa ritrovare insieme. Alla fine dobbiamo rinnovarci senza rottamarci e Parisi può darci una mano nella ricerca di persone nuove”. “Spero – ha poi aggiunto – che la Lega possa aderire a una coalizione con noi e che l’unica forza populista in Italia sia quella dei Cinque Stelle”.

MAGGIOR PRESENZA ESERCITO A MILANO – “Penso che la richiesta di una maggior presenza dell’esercito a Milano sia una cosa ragionevole e giusta. Noi quando eravamo al governo avevamo introdotto il poliziotto di quartiere e avevamo detto che era una cosa buona impiegare i nostri militari nelle periferie delle nostre città. Ha fatto bene il sindaco di Milano a fare questa richiesta”.

Berlusconi Trump“TRUMP PARLA COME ME, ALLA GENTE” “Il presidente Trump in maniera gentile ha detto di aver studiato il modello di comunicazione e organizzazione mio. Ma abbiamo pochi punti in comune: è vero che siamo entrambi imprenditori che si sono messi al servizio del loro Paese, ma anche da imprenditori abbiamo una storia diversa. E’ stato bravo ad ascoltare quel ceto medio, non parla il linguaggio dei politici, parla il linguaggio della gente comune. Apprezzo molto il drastico calo delle tasse che ha detto di fare. Trovo giustissimo il rafforzamento del controllo dell’immigrazione clandestina. Però non mi piacciono le idee isolazioniste, ma mi paiono positive le idee di rapporti con la Russia di Putin e Israele”. Parlando del neo-eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump e delle similitudini con lui, Berlusconi ha aggiunto che un “presidente non si giudica dalla campagna elettorale ma dai fatti” e che questa campagna elettorale ha “fatto male all’America, mai si è scesi a livelli così bassi”.

Non hanno votato la Clinton “perché rappresentava la continuazione di uno stesso establishment – ha poi detto il leader di Fi parlando della candidata democratica – Ho trovato molto negativo che Obama sia sceso in campo per lei. E poi rappresentava veramente la classe politica, tutte queste cose hanno nociuto, invece a Trump ha dato forza rivolgersi ai cittadini su quelle cose che sentono molto come l’oppressione fiscale e giudiziaria”.

Infine, parlando dell’incapacità dei giornali di capire quello che stava accadendo, Berlusconi ha concluso: “Credo che questo sia un difetto comune a tutte le nazioni, cioè che ci siano dei salotti ristretti abbastanza distaccati dalla gente vera. In Italia certamente ci sono i grandi giornali che sono abbastanza distaccati dai problemi della gente e parteggiano in questo momento per il governo, hanno sempre parteggiato per le sinistre e ho sempre trovato in loro dei critici che spesso andavano al di là della realtà concreta. E questo spiega anche in parte la caduta delle copie vendute dai giornali, oltre all’avvento di internet”.