Menia (CTIM): “La riforma è un pasticcio: No al referendum”

“Solo una truffa, i presidenzialisti veri immaginano ben altro, al pari degli italiani all'estero che saranno ancora di più vessati”

Si tiene oggi, a Tenerife, un evento in cui si parlerà, tra le altre cose, anche di referendum costituzionale. Sarà presente, tra gli altri, il segretario generale del CTIM, Roberto Menia, il quale spiega così le ragioni del suo No al referendum: “La riforma costituzionale targata Boschi-Renzi? Solo una truffa, i presidenzialisti veri immaginano ben altro, al pari degli italiani all’estero che saranno ancora di più vessati”.

L’appuntamento previsto a Tenerife “sarà un momento analitico per spiegare le ragioni del No al referendum, – spiega Menia – partendo dall’anomala composizione del nuovo Senato, da risparmi di costi che la ragioneria ha quantificato in pochissimi milioni di euro, dal nodo irrisolto dell’articolo 70 e da un modello, quello proposto dal governo, che non risolve gli attuali problemi, anzi li moltiplica”.

“Credo sia utile votare no almeno per tre motivi – aggiunge Menia – La riforma non supera il bicameralismo perfetto, ma lo complica tenendo in vita la “navetta” e produce più conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato. Non cancella il Senato, ma gli assegna altri compiti (non quello di camera delle autonomie), pescando i nuovi 100 senatori tra consiglieri regionali e sindaci che avranno anche l’immunità. E aumenta i poteri del premier-segretario ma senza check and balance, come nemmeno negli Usa il Presidente ha. Potrà nominare deputati, giudici della Consulta e ministri. Insomma, un pasticcio vero e proprio”.