Berlusconi dice sì a gay e immigrati, Silvio vira a sinistra – di Andrea Lorusso

Che il partito azzurro non godesse di buona salute, ne abbiamo ampiamente parlato su ItaliaChiamaItalia in questi mesi. Che continui a cadere in picchiata nei sondaggi, anche. Dai fasti del 38% molti lo danno sotto il 15%. L’ala più progressista si è rifugiata nel PD di Matteo Renzi e nel non voto. Ciò che resta invece, lo zoccolo duro, lo stanno scientificamente allontanando con un continuo cambio di pelle, di rotta, di bussola, o diciamolo pure, di sinderesi.

La ratio distruttiva è agognante per chi da vent’anni milita nel partito delle libertà. Non sappiamo se sia opera della Pascale, del cerchio magico, o di quale zelante mistero di Fatima, fatto sta che l’ex Cavaliere ha totalmente rotto la sintonia col suo elettorato. Per sconfiggere la crisi di identità di un movimento che al Senato ha votato 9 volte su 10 assieme al Governo, togliere gli ultimi strascichi dei “principi cardine”, non sembra essere poi una ricetta così vincente. Eutanasia politica, a questo è condannata FI.

Dopo essersi spaccata sul reato di clandestinità, ora Forza Italia apre anche ad unioni civili, nozze gay ed allo ius soli temperato, con la possibilità per i figli d’immigrati che concludono un ciclo scolastico, di ottenere la cittadinanza italiana. Mentre Matteo Renzi si avvicina a destra, Berlusconi vira a sinistra. Staranno convergendo in una nuova grande simbiosi di centro? Chi può dirlo, sicuramente l’autocertificazione di morte non farà altro che portare acqua al mulino di Matteo Salvini, sempre più, in prospettiva, unico leader riconosciuto come coerente con una storia ed un percorso di valori che non può trovare mutazione nel tempo. Agli elettori piace la coerenza d’azione. Certo è, che se una cena con Luxuria ha questo potere “taumaturgico”, Silvio lo preferivamo a cena con Ruby.

Twitter @andrewlorusso