Berlusconi, delinquente o perseguitato politico? – di Mario Galardi

Italy's former Prime Minister Silvio Berlusconi appears as a guest on the RAI television show Porta a Porta (Door to Door) in Rome January 9, 2013. REUTERS/Remo Casilli

Vediamo di sintetizzare le cose. Primo indizio: Silvio Berlusconi è stato condannato perchè a casa sua è stata invitata una diciassettenne e perchè lui ha fatto una telefonata alla questura, la sera che la ragazza era stata fermata per un fatto irrilevante. Non esiste alcuna prova che Ruby sia mai andata a letto con lui, cosa che sia lei che Berlusconi negano, e d’altra parte non esiste nessun concusso che abbia sporto una denuncia per quella telefonata. Ciò nonostante, tre giudici, tre donne, hanno condannato Berlusconi a sette (dicasi sette) anni di reclusione. E questo accade nel paese nel quale ci tocca assistere, attoniti e disgustati, al fatto che si lascino liberi degli assassini, e che chi uccide conducendo ubriaco o drogato, o chi massacra la compagna, possa reiterare il delitto perchè riceve solo una “denuncia”, alla quale non segue nessuna reale sanzione.

Secondo indizio: Berlusconi è stato condannato a quattro anni di carcere per evasione fiscale, perchè le sue aziende, che pagano più di cinquecento milioni di tasse ogni anno, in una opportunità non ne hanno pagati sette.

Terzo indizio: Berlusconi è stato condannato a un anno di carcere perchè avrebbe ascoltato un’intercettazione (“abbiamo una banca?”) coperta da segreto istruttorio, che poi è stata resa pubblica. E questo accade nel paese dove centinaia di intercettazioni vengono impunemente lasciate filtrare dalle procure e sono diffuse dai media, insieme a conversazioni che dovrebbero restare riservate.

Quarto indizio: Berlusconi è stato condannato a risarcire, con l’enormità di cinquecentoquaranta milioni di euro, l’azienda del proprietario del principale quotidiano avversario e “prima tessera” del Pd, per la vicenda della vendita Sme, nella quale lo Stato era risultato avvantaggiato, avendo Berlusconi pagato un prezzo molto più alto.

Quinto indizio: da quando Berlusconi è entrato in politica su posizioni contrarie a quelle della sinistra, è stato sottoposto a decine di procedimenti, è stato convocato a centinaia di udienze, e le sue aziende sono state oggetto di centinaia di perquisizioni e visite fiscali.

Sesto indizio: Berlusconi, che ha sempre svolto una politica estera indipendente e in favore degli interessi italiani, è inviso a governi e a potenti gruppi stranieri (questo è stato certamente concausa della caduta del suo governo, e c’è da ritenere che possa aver avuto anche riflessi giudiziari).

Settimo indizio: Berlusconi è stato indagato addirittura perchè sospettato di essere il mandante di attentati e stragi della mafia.

Ottavo indizio: i pm intendono ora agire contro tutti i numerosi testimoni che nel processo Ruby hanno dichiarato a favore di Berlusconi.

Non sappiamo quali ulteriori accadimenti siano necessari per far ritenere che Berlusconi sia oggetto di un’attenzione ostile e prevenuta, e quindi non imparziale, da parte di certa magistratura. Di questo (e lo diciamo anche a quella simpatica testa pelata di Crozza, e ai vari Floris e Fazio allineati) sono convinti i milioni di cittadini italiani che votano per lui, per il suo partito e per i suoi programmi liberali, e che, come antidoto alla deriva giustizialista, dobbiamo augurarci siano ancor più numerosi nel prossimo futuro.