Basta falsi moralismi, la prostituzione va regolarizzata – di Leonardo Cecca

La fantasia dei nostri governanti, quando si tratta di prendere per il fondoschiena il prossimo, non ha eguali. Il Pil (Prodotto interno lordo) è notoriamente considerato un dato molto impreciso per la varietà di voci che può comprendere, però è sempre sulla bocca di tutti. Orbene, in considerazione del fatto che il patto di stabilità impone di mantenere il deficit pubblico entro il 3% del Pil, Eurostat non ha trovato di meglio che rivedere i parametri che incidono sul Pil per farlo aumentare quel tanto che basta ai vari paesi con un rapporto deficit/Pil superiore a quanto stabilito.

Uno dei tanti correttivi che fra poco saranno immessi per far crescere la ricchezza di un paese è quello di considerare anche le prestazioni sessuali a pagamento. Nulla da eccepire: sarebbe oltremodo sconveniente, immorale e da ipocriti non vedere ciò che avviene di notte e di giorno non solo in periferia ma in città; ma a questo punto in Italia, ove la prostituzione viene esercitata senza alcun controllo, e, pertanto, senza possibilità di quantificare il numero delle professioniste, delle tariffe e prestazioni, come farà il nostro governo e l’istituto che gli fornisce i dati statistici a quantificare la dovuta correzione? Sarà costretto a mandare e/o ad andare a fare seri controlli e, pertanto "andare a puttane".

Forse sarebbe ora di togliersi quella maschera di falsi moralisti ed accettare quel "mestiere" che è nato con l’uomo e dargli almeno un minimo di dignità con luoghi sicuri ove esercitarlo, dare sicurezza sia fisica che igienica alle persone e porre un freno a tutta quella malavita che vi ruota intorno. La legge Merlin è stata un fallimento totale dando un contributo ad aumentare la malavita, le malattie ed i deplorevoli spettacoli che forse solo gli ottusi ed gli ipocriti non vogliono vedere.