Ballottaggi, l’astensione premia il centrosinistra – di Antonio Gabriele Fucilone

Il centrosinistra ha vinto i ballottaggi. Questo non è avvenuto per un passaggio di voti dal centrodestra al centrosinistra, ma per la forte astensione.

Oramai, è una legge consolidata: con l’astensione alta, il centrosinistra vince. Se a Roma non ci fosse stata un’astensione così forte, il candidato di centrosinistra Ignazio Marino non avrebbe vinto con questa facilità o avrebbe perso. Lo stesso si può dire per Brescia: se non ci fosse stata questa forte astensione, il sindaco uscente Adriano Paroli avrebbe vinto. Un discorso analogo si può fare per qualsiasi altro luogo. Questo deve farci riflettere.

Certamente, il centrodestra dovrà fare una cosa: radicarsi sul territorio. Non è possibile che una coalizione vada forte alle elezioni politiche mentre alle elezioni amministrative (in cui si rinnovano assemblee elettive locali, come i Consigli comunali) subisca sistematicamente delle sconfitte così pesanti.

Guardiamo in faccia la realtà. Posto il fatto che il centrosinistra non tolga voti al centrodestra, bisogna riflettere sui voti persi da quest’ultimo. Questi voti sono finiti in astensione. Coloro che non hanno votato sono per lo più di centrodestra. Nel centrodestra (e in particolare nel Popolo della Libertà) bisogna fare una grande riflessione. L’Italia non è un Paese di centrosinistra. Le elezioni politiche lo dimostrano.

Anche nel 1996, anno in cui ci fu l’unica vera vittoria del centrosinistra, i voti della Lega Nord e quello del gruppo formato da Forza Italia, i centristi ed Alleanza Nazionale, erano maggioritari. Il centrosinistra aveva vinto perché il centrodestra si era diviso. Eppure, il centrosinistra vince nelle elezioni locali. Il centrodestra aveva iniziato a vincere in competizioni elettorali simili quando aveva iniziato ad avere delle classi dirigenti locali che davano la percezione di rispondere ai cittadini, in quel periodo che andava dal 2007 al 2010. Nel 2010, c’era stata la rottura di Gianfranco Fini che aveva minato il Governo Berlusconi, portandolo dapprima all’immobilismo, poi alla caduta. Fini aveva creato una rottura nelle classi dirigenti locali del Popolo della Libertà. Dal 2010 fino ad oggi il centrodestra ha sempre perso, escludendo le elezioni politiche. Bisogna riflettere e (come ho sempre detto e scritto) bisogna lavorare sul territorio. Il centrosinistra non è maggioranza ma, almeno sul territorio, riesce a fare rumore come se lo fosse. Certo, non è detto che sappia governare.