Autobomba al Consolato italiano del Cairo, l’Italia nel mirino dei terroristi (VIDEO)

Autobomba contro il consolato italiano al Cairo: all’alba una deflagrazione ha investito su El Galaa Street, nel cuore della capitale egiziana, uccidendo un poliziotto e ferendo nove persone, tra cui una donna e i suoi tre figli adolescenti, tra cui un tredicenne che e’ in gravi condizioni.

L’attentato, il primo contro una rappresentanza straniera in Egitto dall’avvio della campagna di attacchi jihadisti, e’ stato rivendicato dall’Isis su Twitter: "Con la benedizione di Allah, i soldati dell’Isis sono stati in grado di detonare un’autobomba parcheggiata con 450 chili di esplosivo presso la sede del consolato italiano nel centro del Cairo", ha scritto il gruppo jihadista sul suo account Twitter. "Raccomandiamo che i musulmani si tengano alla larga da questi covi che sono obiettivi legittimi per gli attacchi dei mujaheddin", si legge nella rivendicazione.

La bomba, piazzata sotto un’auto parcheggiata, e’ stata azionata a distanza. Il consolato, che si trova nel quartiere residenziale di Boulac a poca distanza dalla Corte suprema e dall’ufficio del procuratore, era ancora chiuso e anche per questo nessun italiano e’ rimasto coinvolto, ma la deflagrazione ha causato ingenti danni. La facciata e’ stata devastata e ci sono stati crolli negli uffici del consolato. La vicina scuola italiana (materna, elementare, medie e liceo scientifico) e’ inagibile, dopo che la deflagrazione ha fatto saltare il portone e gli infissi delle finestre. Danni anche alla sede della societa’ Dante Alighieri, nello stesso palazzo, e a una cinquantina di edifici vicini.  

La rivendicazione dell’Isis, se ne fosse confermata l’autenticita’, segnalerebbe una crescente saldatura tra il gruppo jihadista e la galassia del fondamentalismo islamico che si contrappone al presidente Abdel Fattah al-Sisi, che due anni fa aveva deposto Mohammed Morsi, esponente dei Fratelli musulmani. Una saldatura iniziata gia’ a novembre dopo che Ansar Bayit al Maqdes, l’ex formazione qaedista della penisola del Sinai, si era alleata con l’Isis scatenando un’offensiva contro l’esercito con il nuovo nome di Provincia del Sinai.

L’attentato arriva a meno di due settimane da un’altra autobomba che aveva ucciso il procuratore generale Hisham Barakat, impegnato nella lotta contro i gruppi fondamentalisti e mentre il governo di Sisi si accinge a varare una controversa legge antiterrorismo che assicura a poliziotti e soldati una quasi impunita’ nelle operazioni di contrasto questa piaga e prevede la pena di morte per chi aderisce a un’organizzazione terroristica. Per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si e’ trattato di "una forma di avvertimento e intimidazione" contro l’Italia a cui "occorre rispondere con fermezza ma anche con sobrieta e senza allarmismi".

Questa "non e’ una sfida che l’Occidente vince da solo: e’ una sfida che vinciamo assieme a una grande maggioranza della comunita’ islamica e dei governi arabi", ha spiegato Gentiloni, rinnovando l’impegno per la lotta all’Isis. Matteo Renzi ha telefonato ad Al Sisi: "L’Italia sa che quella contro il terrorismo e’ una sfida enorme che segna in profondita’ la storia del nostro tempo", ha affermato il premier, "non lasceremo solo l’Egitto: Italia ed Egitto sono e saranno sempre insieme nella lotta contro il terrorismo".

"Saremo a fianco dell’Egitto e di ogni altro Paese oggetto dei tentativi di destabilizzazione e invitiamo l’Unione Europea e la comunita’ internazionale ad assumere iniziative efficaci e tempestive in questa direzione", ha scritto in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Sono certo che l’Italia manifestera’ la coesione e la compattezza che sa mettere in campo nei momenti difficili, a sostegno dell’azione di tutela della sicurezza". Condanna per l’attacco e solidarieta’ all’Egitto e all’Italia sono state espresse dalla Lega araba mentre il premier egiziano, Ibrahim Mahlab, ha avvertito che "i Paesi devono coordinare i loro sforzi nella lotta al terrorismo".

Dopo l’attentato sono state rafforzate le misure di sicurezza anche all’ambasciata e all’Istituto italiano di cultura.