Attentato a Tel Aviv, 4 morti. Renzi a Netanyahu, ‘vicini a Israele’ (VIDEO)

Ieri sera due palestinesi hanno seminato il terrore a Tel Aviv, aprendo il fuoco in maniera indiscriminata contro i clienti seduti ai tavoli in un’area centrale della città israeliana. Sono almeno quattro le persone uccise, altre cinque sono rimaste ferite. Si tratta di uno degli attacchi più sanguinosi messi in atto dopo l’ondata di violenze di ottobre. I due autori dell’attentato sono stati arrestati. La zona colpita è quella del mercato di Sarona, a due passi dal ministero della Difesa. Israele ha immediatamente sospeso i permessi d’ingresso a 83mila palestinesi per il Ramadan, dopo il sanguinoso attentato che ha colpito Tel Aviv. 

Il padre di uno dei due attentatori ha detto di aver appreso con sorpresa del coinvolgimento di suoi figlio in quell’attentato. ”Mio figlio – ha detto alla stampa locale – e’ un lavoratore e non si occupa di politica. Non ho idea chi possa averlo spinto all’azione”.

Il presidente israeliano Reuven Rivlin e il ministro della difesa Avigdor Lieberman hanno visitato questa mattina il caffe’ del Mercato di Sarona dove ieri sera e’ avvenuto l’attacco. "Siate certi che non ho alcuna intenzione di fermarmi alle parole", ha detto il ministro rivolgendosi alla gente che affollava il locale, preannunciando i "passi" che saranno decisi nel gabinetto di sicurezza in corso a Tel Aviv.

Il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen ha riaffermato il respingimento di "tutte le operazioni contro i civili da ogni parte, non importa con quale giustificazione". In un comunicato della presidenza, diffuso dall’agenzia governativa Wafa il giorno dopo l’attacco a Tel Aviv, si sostiene che "la realizzazione di una giusta pace e la creazione di un clima positivo e’ cio’ che portera’ ad una diminuzione delle violenze nella regione". "Tutti – si conclude – devono astenersi da atti che possano far aumentare la tensione e far ricorso alla violenza".

Matteo Renzi scrive al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ("caro Bibi" nella lettera) dopo gli attentati di ieri: “Sono vicino a Lei e all’amico popolo israeliano in questo triste momento. L’odioso crimine di Tel Aviv, perpetrato contro civili inermi, rafforza la nostra determinazione a combattere insieme il terrorismo ed a proseguire la cooperazione al servizio della pace".