Anomalia italiana, un scandalo ma di quelli grossi. E veri. Due natiche di una sola persona, Antonio Mastrapasqua, su venticinque poltrone. Quindi, venticinque stipendi, gettoni di presenza, e il vizietto, a quanto si dice, di truccare i rimborsi. Settantuno virgola tre milioni di “ingiusto vantaggio patrimoniale” che secondo l’accusa il signore degli incarichi, direttore, presidente, consulente, consigliere d’amministrazione, presidente dell’Inps, e tanto altro ancora, lui li prende tutti, gli incarichi. Settantuno milioni virgola tre che lui avrebbe procurato all’Ospedale Israelitico, di cui Mastrapasqua è direttore. Banali estrazioni di premolari diventano interventi di “plastica gengivale con innesto di osso”, sulla cartella da inviare alla Regione per il rimborso. Un ingegnoso truffaldino marchingegno, messo in atto tra un incarico e l’altro. Venticinque in tutto. Mastrapasqua è presidente dell’Inps dal 2008. Un incarico da 216mila euro l’anno, che già non sarebbero male. Anzi, a ben vedere, uno stipendio che tutti noi vorremmo avere. Fosse solo quello, il dottore arraffa cariche, mister sono tutto io, potremmo anche tollerare e capire. Invece no: Mastrapasqua è stato per anni una sorta di re dell’ubiquità. Un vero artista della materia. Presidente dell’Inps, non poteva negarsi alle riunioni importanti in qualità di vice presidente di Equitalia. In quanto tale, si può ben dire che lui alla società che cura l’incasso di tributi ha dato tutto se stesso. Si è fatto in quattro: vice presidente anche di Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud. Resta da capire come faceva ad essere presente dappertutto. L’Inps, Equitalia in quattro posti e la Casa di Riposo Ebraica, istituzione ricca e meritoria. Quelli che sanno sono pronti a giurare che Mastrapasqua, direttore della Casa, si è dedicato alla causa senza lesinare energie. Mai. Un fenomeno, tout court.
Siamo a sei incarichi. Un’agenda fitta di impegni, traboccante appuntamenti quotidiani senza soluzione di continuità. Il dottor Mastrapasqua è presente in terra in ogni luogo. Presiede il collegio sindacale di Telenergia e può capitare che nella stessa giornata figuri presente alla Banca Nazionale del Lavoro, in qualità di consulente. Ma il tempo per uno spuntino, di un coffee break? Ma sì, lui non si faceva mancare nulla: la colazione usata talvolta come pretesto per la riunione con gli altri sindaci della Eur Power Srl. Il conto è presto fatto, evitando di proposito di farli nella tasca dell’uomo dei record, indistruttibile e imbattibile: gli incarichi sono già nove.
Bisogna però arrivare a venticinque. Mastrapasqua c’è sempre, presente e attivo. Alla giunta esecutiva dell’Ente nazionale sportiva disabili e al collegio sindacale della Rete Autostrade Mediterranee Spa. Incarichi sostenuti quanto meno dal riconoscimento di congrui gettoni di presenza, quando non si tratta di rotondi stipendi. L’intensa giornata di Mastrapasqua sfuma nella riunione dell’Emsa Servizi Spa. Ma non è ancora l’ora di andare a letto. Prima c’è la cena di auguri con i dirigenti di Autostrade per l’Italia.
Quella sopra snocciolata è una giornata tipo del dirigente super impegnato. Lui occupa un’infinità di poltrone, molte anche importanti. Mastrapasqua è un ottimo direttore generale, un autorevole presidente, un efficientissimo amministratore delegato. Se non fosse bravo, nessuno si sarebbe sognato di attribuirgli incarichi e riconoscergli eccellenti appannaggi. Venticinque sono però tanti, tantissimi. Un’anomalia tutta italiana. O meglio, uno dei tanti scandali italiani.
Mastrapasqua è anche amministratore delegato di “Italia Previdenza”, di “Litorale” e “Sispi Spa”. Noi abbiamo perso il conto, non sappiamo voi che, sbigottiti, state leggendo i passaggi di questo articolo. Ogni giorno appuntamenti, riunioni, sopralluoghi, rotture di scatole. Oltre alla presidenza dell’Inps, c’è quella di “Idea FimitSgr”, società che gestisce 31 fondi immobiliari e 10,1 miliardi di investimenti. Ma il pezzo forte del suo vasto repertorio sono le presidenze: quelle di cui sopra e altre. Il Comitato amministratore della Gias, del Comitato pensioni privilegiate, del Fondo gestione speciale. Ma dove lo trova questo stakanov delle cariche un minutino da dedicare alla famiglia? I collegi sindacali: vogliono tutti che sia lui a fare il presidente. Gli incarichi lo hanno visto impegnato alle riunioni di Coni Servizi spa, di Loquendo, Acquadrome, Telecontact Center, Eur Spa, Adr Engineering, Quadrifoglio, di Maditerrean Nautilus Italy Spa, di Groma. Un campione, Mastrapasqua. Venticinque poltrone occupate contemporaneamente. Incarichi, dicono i maligni, che gli consentivano di arrotondare lo stipendio: 216 milioni euro l’anno dall’Inps, e con tutto il resto, presidente, amministratore delegato, consulente, vicepresidenze, collegi sindacali e consulenze. Un milione e 200mila euro per regalarsi un’esistenza “dignitosa”. La vita di Antonio Mastrapasqua, presidente, vice presidente, amministratore delegato, consulente. L’ubiquità e l’onnipotenza fatta persona. Un’unica persona su venticinque poltrone.





























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