Alluvione Genova, Gabrielli: ‘è ancora emergenza’ (VIDEO)

Se e’ vero che le valutazioni del pericolo che poteva derivare dalle condizioni meteorologiche "sono state sbagliate" e’ anche vero che ora va ribadito che "siamo in piena emergenza e tutti gli sforzi, tutte le strutture del territorio e, se necessario, anche quelle nazionali devono essere finalizzate a gestire queste situazioni e a avvertire i cittadini che siamo in condizioni di particolari criticita’". Parla chiaro, come suo solito, il prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento di Protezione civile arrivato a Genova per partecipare al comitato di coordinamento dei soccorsi istituito dal prefetto Fiamma Spena.

"Parlo chiaro – ha detto – perche’ sono due le cose che mi stanno a cuore in questo momento: che i cittadini tutti capiscano che siamo ancora in emergenza e che il sistema stia vicino ai cittadini. In questo momento anche questo aspetto e’ fondamentale. Poi conteremo i danni, ma e’ prioritaria la gestione dell’emergenza e la vicinanza ai cittadini e non solo quelli dell’area urbana".

Sulle polemiche per la mancata diramazione dell’Allerta 2 Gabrielli ancora una volta e’ chiaro: "Da un punto di vista dell’esito delle previsioni sicuramente c’e’ stato qualcuno che ha sbagliato. Anche in questo caso – ha detto – ci siano pochi giri di parole e si dicano le cose come stanno: e’ stata fatta una valutazione e gli eventi sono stati diversi. In questo caso la non corretta valutazione ha prodotto danni importanti. Da qui a dire che bisogna crocifiggere i poveri previsori ce ne corre perche’ quando si fanno previsioni succede spesso che l’evento non sia quello previsto". E sottolinea: "Comunque, i problemi della manutenzione del territorio devono essere prevalenti sulle previsioni. A tutto questo pero’ aggiungo che e’ innegabile la responsabilita’ per quegli interventi strutturali che dovevano esser fatti e che non sono stati fatti".

Gabrielli ricorda che Genova e’ una citta’ "che ha 50 km di fiumi tombati, che ha avuto uno sviluppo urbanistico per scelte anche secolari sbagliato, che c’e’ criticita’, c’e’ un problema strutturale". E se a tutto questo aggiungiamo "la vicenda scandalosa delle risorse per 35 milioni in tre anni non utilizzate perche’ chi agisce si prende diffide da tutte le parti…".

Il capo del Dipartimento di protezione civile dice di sentirsi "un medico mandato al fronte di una guerra che non ho voluto e non ho fatto con una valigetta piena di aspirine. La guerra di un paese dissestato, morfologicamente complesso, dove si e’ legittimata l’illegalita’ assunta come regola imperante. Credo di essere molto piu’ sconfortato e preoccupato perche’ al contrario di molti altri vivo le tante, innumerevoli emergenze che stanno attraversando il Paese, un Paese che ha presentato 21 stati emergenziali negli ultimi due anni e solo 14 di questi hanno avuto la ricognizione. Quattordici stati di emergenza che hanno portato danni per 2 miliardi e 300 milioni".