Lo ricordano in maniera sobria e a pieno titolo le compagne, le amiche e le militanti del nostro partito in un manifesto pubblicato nel sito nazionale del Pd. 1946-2016: essere donna è il risultato di una storia. Questo appuntamento con la storia italiana però, benché significativo da questo punto di vista, è limitato alla partecipazione elettorale, perché prima di quell’anno le donne nel nostro Paese non godevano del diritto di voto. Perciò quella data è da ritenere una pietra miliare in quanto nonostante le incommensurabili difficoltà, le nostre amiche e compagne sono riuscite ad affermare e portare alla normalità quanto la natura ha creato e che solo alcuni comportamenti sociali e discutibili provvedimenti legislativi avevano ingiustamente imposto. In altri paesi questo processo era stato avviato e portato a compimento tempo prima.
La storia evolve e, oggi, i diritti da affermare sono altri, sono più avanzati e dovranno tenere conto della composizione sociale dell’inizio del nuovo millennio. E’ presente in tutti noi la determinazione affinché la storia dei diritti non si fermi solo nell’Occidente o nei paesi più evoluti, ma che dispieghi le proprie pagine alle lotte e alle battaglie di tutte le donne, che aspirano oltre ai riconoscimenti civili e sociali anche ai diritti di espressione e alla libertà individuale e collettiva.
Incoraggio ed auguro alle amiche e alle compagne di Berna e Neuchâtel, che questa sera si riuniranno alla Casa d’Italia assieme alla parlamentare Marina Carobbio, alla presidente del Comites Chiara Vannetti e alla Vicepresidente del Circolo del Pd e Gruppo Angela Vescio, di accettare le mimose pensando anche alle donne a cui vengono negati i diritti elementari. Assieme a loro il Partito Democratico in Svizzera formula i più vivi auguri alle amiche, alle compagne ed alle simpatizzanti incalzandole ad un forte protagonismo affinché l’otto marzo sia sempre presente nel loro impegno quotidiano.
*Segretario del PD in Svizzera






























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