25 ottobre, la giornata del Pd spaccato in tre parti – di Leonardo Cecca

Foto Roberto Monaldo / LaPresse2010-2012 RomaCronacaManifestazione Cgil "Il lavoro prima di tutto!"Nella foto Un momento della manifestazione a S. GiovanniPhoto Roberto Monaldo / LaPresse20-10-2012 Rome (Italy)Demonstration Cgil union "The work first!"In the photo A moment of the demonstration

Finalmente il grande giorno della sinistra è arrivato, non per manifestare la sua coesione, bensì il suo sfaldamento totale; e pensare che il governo è guidato da tale forza politica. Ebbene, essa dimostra in modo eloquente che è spaccata in tre tronconi. Il primo è quello degli attendisti, che aspettano come avvoltoi il momento opportuno per scendere il campo (vedasi D’Alema), e per questo, non sapendo che pesci pigliare, improvvisamente hanno avuto impegni di tale importanza da non poter stare a Roma con i sindacati nè a Firenze con Renzi.

A Firenze c’è il nuovo che avanza, il grande Renzi, che ne spara talmente tante che alla fine dei suoi discorsi tutti hanno capito tutto ed il contrario di tutto, continua a rigirare la frittata non comprendendo che alla fine si brucerà ugualmente. Alla Leopolda ha esordito con: "nel 2011 ho capito che l’Italia era un paese scalabile… il futuro è solo l’inizio… è finito il tempo in cui una manifestazione può bloccare il governo e il Paese. Noi non molliamo di un centimetro. Così come ascoltiamo il milione di persone che saranno in piazza, così ascoltiamo anche i 60 milioni di italiani che non ci saranno".

Orbene, forse Renzi, e lo ha dimostrato ampiamente, non ha ancora capito che l’Italia non è un montarozzo da scalare, ma un Paese da governare e per governare servono programmi seri ed altrettante idee serie, non si tratta di fare il gioco delle tre carte e la conta dei partecipanti alle varie manifestazioni. Che poi ascolti i 60 + 1 milioni di italiani, compresi i pensionati, poteva anche evitare di "cianciarlo", poichè fino ad oggi ha solo fregato tutti i contribuenti.

A Roma si celebra, sotto la guida della Cgil, il gran giorno del sindacato, al quale aderiscono anche esponenti del Pd. Ebbene, hanno l’impudenza di asserire che manifestano contro la legge di Stabilità e non contro il Governo. Ero convinto che il governo avesse una configurazione quasi totalmente di sinistra. Vabbè, sono sviste che possono capitare. Da contribuente però mi pongo una domanda: quanto costerà lo sciopero? In Italia il fisco, in base alle leggi vigenti, mette il naso anche su quanta carta igienica usano le famiglie, mentre per le spese dei sindacati, i quali godono anche di immensi privilegi, nessuno sa nulla. Inoltre, cosa inaudita per un ente protettore dei lavoratori, gli stessi non devono presentare il documento relativo al bilancio consolidato. Non sarebbe ora di eliminare certe nefandezze?