15enne picchiata da due nomadi, il papà: “Nessuno ha mosso un dito”

Il padre di Giulia: “Questa è la cosa che fa più male, è come se ci fossimo abituati a questo clima, nessuno ha mosso un dito o detto una parola”

Nicola è il papà di Giulia, la ragazzina di 15 anni aggredita sull’autobus da due nomadi che non le hanno perdonato la “colpa” di aver sventato uno scippo. A mente fredda, il papà di Giulia è tornato sull’accaduto: “Era lunedì, attorno alle 13.30. Mia figlia, quindicenne appena uscita da scuola, era sul 451, linea che fa una tratta tra Quarticciolo e Viale Palmiro Togliatti. L’autobus era stracolmo, c’erano anche tanti ragazzi da poco usciti da scuola. Sull’autobus sono saliti 4 o 5 nomadi, alcuni dalla porta posteriore altri dalla porta anteriore. Lei ha visto che due nomadi, un uomo e una donna, stavano per borseggiare una ragazza girata di spalle. Tutti hanno visto la scena, ma nessuno ha fatto nulla per avvisare questa ragazza che stava per essere derubata. Mia figlia si è semplicemente alzata in piedi, si è avvicinata a quella ragazza e la ha avvertita del fatto che le stavano per aprire la borsa”.

A quel punto, nell’indifferenza generale, Giulia è stata aggredita: “Il nomade uomo – prosegue parlando ai microfoni di Radio Cusano Campus – ha sentito che mia figlia ha avvertito la ragazza che stava per essere scippata, lo ha detto alla sua compare donna e sono scattati prima gli insulti verso mia figlia, poi le aggressioni fisiche. Prima le parolacce, poi schiaffi, calci e spinte”.

“L’aggressione – racconta ancora Nicola – è durata qualche minuto, tutti l’hanno vista ma nessuno ha fatto nulla. Qualcuno guardava negli occhi mia figlia con l’espressione come a dire mi dispiace ma non ce la faccio a intervenire”.

Secondo il padre di Giulia “questa è la cosa che fa più male, è come se ci fossimo abituati a questo clima, c’erano tanti adulti su quell’autobus, nessuno ha mosso un dito o detto una parola. Mia figlia è riuscita a scendere dall’autobus, ha chiamato la mamma e mia moglie le ha suggerito di denunciare il tutto alla polizia. Ha fermato una pattuglia e ha sporto denuncia, anche se le forze dell’ordine si sono lasciate un po’ andare, giustamente, hanno detto ‘ma io adesso dove li vado a cercare, è passata mezzora, Roma è grande’”…