‘Fabrizio Corona? Come un leone in gabbia. Va aiutato dai medici’: parola di psichiatra

Dopo aver incassato il parere contrario alla richiesta di scarcerazione avanzata dai propri legali, Fabrizio Corona è intenzionato a chiedere la grazia al nuovo Presidente della Repubblica non appena sarà eletto. Ad annunciarlo, il legale dell’ex fotografo, Ivano Chiesa, uscendo dall’udienza tenutasi questa mattina al tribunale di sorveglianza di Milano. Ma è giusto?

Secondo lo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano: “Il caso Corona avrebbe bisogno di un approccio più tecnico. La vicenda Corona viene affrontata sull’onda delle emozioni che ci colpiscono; prima nel giudicare l’immoralità dei suoi comportamenti, seppur abbia incarnato il mito della dolce vita moderna e suscitato invidie, poi nel valutare la presunta ingiustizia circa la pena esagerata se confrontata con quella di altri crimini, arrivando a generare compassione per un ragazzo che alla fine ci sembra uno dei tanti adolescenti turbolenti incolpevolmente, schiavi degli ormoni e dei cambiamenti psicologici tipici di un età difficile”.

“Alla luce delle sofferenze psicologiche e la presunta psicosi – afferma lo psichiatra Cucchi – il carcere è un’esperienza traumatizzante per chiunque. Solitudine, isolamento sociale, deprivazione da stimoli sensoriali ed emotivi, coercizione, riduzione della libertà e dinamiche sociali-relazionali fra detenuti talvolta davvero difficili. Chiunque ne esce profondamente segnato. Alcune colpe potrebbero non essere veritiere ed è possibile che lui non abbia commesso reati, ma dal comportamento, dalla storia di vita personale, gli esperti possono ricavare indizi congruenti per dedurre un profilo psicologico concreto: impulsivo, aggressivo, narcisista, poco rispettoso delle regole e delle norme sociali, impenitente. Un ragazzo che si nutre dell’essere sotto i riflettori, che ha bisogno di sentirsi ammirato, invidiato, comunque sempre notato".

“Fabrizio Corona è in una gabbia per leoni – prosegue Cucchi –. Sicuramente oggi sarà esasperato, iper-reattivo, insonne, avrà la faccia di un lupo rabbioso. Non può però convertirsi in uno psicotico, che è una condizione neurobiologica molto differente”.

Ma un ragazzo così è riabilitabile? “Gli esperti di comunità si prendono una bella responsabilità quando dicono che questo assetto caratteriale è modificabile: va previsto un cambiamento di atteggiamento morale, una differente e ritrovata capacità di controllo emotivo, la scoperta dell’empatia, abilità emotiva fondamentale per rispettare ed amare il prossimo, ma difficilmente apprendibile quando manca l’inclinazione valoriale. L’antisociale può essere una persona che subisce il suo essere attratto dalla propria gratificazione anche a scapito della sofferenza altrui, oppure può essere una persona che sceglie freddamente di essere fuori legge, di violare le regole a favore dei propri interessi. Non ci resta che sperare che il brutto anatroccolo si trasformi in cigno”.