Voto estero, “salvata” Renata Bueno. Che però commenta, “è follia”

La norma, per Bueno, “va contro l’articolo 3 della convenzione dei diritti umani”. C’è da “tutelare i diritti politici” delle persone

On. Renata Bueno

Ridotti da 10 a 5 gli anni entro i quali chi vuole candidarsi all’estero non dove aver ricoperto cariche di governo, politiche, nella magistratura o nelle Forze armate all’estero. La modifica all’emendamento Fiano, approvato in Commissione Affari Costituzionali, e in questi minuti al voto dell’Aula di Montecitorio, “salva” Renata Bueno, che però, commenta: “è una follia”.

La parlamentare eletta in Sud America – nel 2009 eletta al consiglio comunale di Curitiba – ringrazia tutti i colleghi “per la solidarietà manifestatami in queste ore, ma in gioco non c’è solo la mia candidatura”. In gioco, “c’è la garanzia di libere elezioni: come si fa a mettere un limite alla candidabilità di chi ha ricoperto delle cariche in passato? Capirei una norma che vieta di presentarsi alle elezioni se ancora in carica, ma addirittura 10 anni prima, è una follia”.

La norma, per Bueno, “va contro l’articolo 3 della convenzione dei diritti umani”. C’è da “tutelare i diritti politici” delle persone, aggiunge la deputata italo-brasiliana, che cita la Commissione di Venezia e il suo codice di buona condotta in materia elettorale, un documento “emanato proprio per vietare norme di ineleggibilità imposte da governi o parlamenti”. Principi “che l’Italia deve rispettare, e che l’emendamento Fiano mette in discussione”.

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