Eugenio Sangregorio (USEI) in Parlamento, “rafforzare rete consolare mio primo impegno”

Fondatore e presidente USEI, imprenditore di successo a Buenos Aires, di origine calabrese: “Ho voglia di aiutare gli italiani nel mondo e ho voglia di dare il mio contributo per mettere in moto questo Paese. Spero che presto si faccia il nuovo governo”. Parla Eugenio Sangregorio

On. Eugenio Sangregorio, presidente USEI

Eugenio Sangregorio, fondatore e presidente dell’USEI – Unione Sudamericana Emigrati Italiani, è al suo primo giorno di legislatura. Deputato eletto nella ripartizione estera Sud America, per Sangregorio “è un’emozione molto forte” essere in Parlamento, “soprattutto per me che vivo all’estero e sono italiano”.

Sangregorio, origine calabrese, è un imprenditore di successo a Buenos Aires, dove vive e lavora dal lontano 1957. L’USEI è nato nel 2006 e “da allora lavoriamo per gli italiani nel mondo”, ci tiene a sottolineare Sangregorio, che i lettori più affezionati di ItaliaChiamaItalia conoscono molto bene.

“Ho voglia di aiutare gli italiani nel mondo e ho voglia di dare il mio contributo per mettere in moto questo Paese. Spero che presto si faccia il nuovo governo”, commenta il presidente USEI intervistato da 9 Colonne. Sangregorio come primo impegno in questa legislatura vuole lavorare per migliorare la rete consolare italiana nel mondo, in particolare in Sud America. “Credo che sia prioritario occuparsi della rete consolare. In alcuni casi la situazione è disastrosa. Bisogna snellire e velocizzare alcune procedure: non è ammissibile, ad esempio, aspettare mesi per avere un passaporto, ovviamente ci auguriamo di avere a disposizione le giuste risorse per migliorare le attività dei nostri consolati”.

L’onorevole si dice “ottimista” sulla formazione del nuovo Governo: “Il Paese ha bisogno di mettersi in moto. Ha bisogno di nuove leggi, di crescere. Siamo qui per questo. Io sono ottimista e credo che si farà un governo politico e non un governo transitorio o tecnico. Certo, la prima cosa da fare è una nuova legge elettorale. Ma bisognerà arrivarci – sottolinea Sangregorio – dopo un’attenta discussione: ci vuole il confronto, ci vuole il consenso”.