Dal Perù al Venezuela, 100 venezuelani tornano a Caracas. Ma ne restano 400mila

E’ soltanto una minima parte rispetto ai 400mila rifugiati venezuelani in territorio peruviano. Ma c’è chi avverte, “è tutto un piano di Maduro…”. Intanto è emergenza sanitaria

Un centinaio di venezuelani, minima parte del mezzo milione arrivati in Peru’ a causa della crisi economica in cui si dibatte il Venezuela, sono partiti oggi dall’aeroporto ‘Jorge Chavez’ di Lima alla volta di Caracas, per far rientro in patria. Lo riferisce la radio peruviana Rpp.

L’emittente ha precisato che il gruppo, formato da 97 persone, fra cui 22 bambine e quattro donne incinte, e’ salito su un aereo della compagnia Conviasa inviato dal presidente Nicolas Maduro. Sabato il Peru’ ha irrigidito le regole per l’ingresso dei rifugiati venezuelani sul suo territorio, esigendo per l’accoglienza la presentazione di un passaporto e non piu’ di una carta d’identita’.

A quanto risulta queste persone hanno deciso di accettare una offerta del governo venezuelano nell’ambito del piano ‘Torna in Patria’ che prevede sostegno economico per chi ritorna e aiuto per cercare un lavoro.

Giunti con grandi speranze fuggendo da una crisi drammatica in Venezuela, i profughi non hanno sempre avuto fortuna, finendo in accampamenti rigidamente controllati, senza poter ottenere un lavoro e con molteplici episodi di xenofobia. Ma Oscar Pèrez, coordinatore di un gruppo di rifugiati venezuelani in Peru’ ha dichiarato alle agenzie di stampa che “non ho il minimo dubbio che si tratta di un piano di Maduro per screditare la diaspora venezuelana all’estero”.

Intanto è emergenza sanitaria nelle aree di confine con l’Ecuador, per il rischio, in termini di salute e igiene, rappresentato dall’aumento dei flussi migratori dal Venezuela. I distretti interessati dal provvedimento, in vigore da oggi, sono Aguas Verdes e Zarumilla nella provincia Zarumilla, e Tumbes, nella regione omonima, dove si trova il valico di frontiera con l’Ecuador e gli uffici immigrazione.