Calcio, Hubner: “Quando giocavo fumavo venti sigarette al giorno”

“Fumare fa male, ma non sto uccidendo nessuno, perchè dovrei nasconderlo? Fumavo prima e dopo le partite, a volte anche tra primo e secondo tempo”

L’ex calciatore Dario Hubner, capocannoniere della Serie A con la maglia del Piacenza nel 2002, è intervenuto su Radio Cusano Campus e in merito al fumo tra i calciatori: “Io quando giocavo fumavo un pacchetto intero di sigarette al giorno. Non ho mai nascosto al mio allenatore e ai miei compagni di squadra che fumassi. Fumare fa male, ma non sto uccidendo nessuno, perchè dovrei nasconderlo? Fumavo prima e dopo le partite, a volte anche tra primo e secondo tempo. Il grande problema del calcio di oggi sono le foto sui social, Instagram, ecc… Ai miei tempi io fumavo, dicevo che fumavo, sembrava una cosa immonda, invece c’erano altri miei compagni che andavano a ballare e tornavano alle 5 di mattina, ma nessuno sapeva niente e quindi venivano considerati bravi professionisti. Io fumavo, ma mi allenavo bene, andavo a dormire presto. Ripeto, le sigarette fanno male, ma non sono una cosa che ti rovina la carriera”.

Sul caso Nainggolan. “Non penso che un allenatore della Nazionale non convochi un giocatore perchè fuma – ha dichiarato Hubner -. Se una Federazione accettasse questo consiglio da questo mister non penso che sarebbe un bel consiglio. La maggior parte dei giocatori fuma, fumano di nascosto ma fumano. Nelle camere dei ritiri fumano quasi tutti. Poi magari sono bravi a nascondersi”.

Circola in rete un presunto aneddoto raccontato da Ancelotti su Hubner e il suo mancato passaggio al Milan a causa del fumo. “Quell’aneddoto non è vero. E’ finito su internet, ma è una bufala. Su questo o su un’altra bufala del genere ho proceduto per vie legali. Se davvero fossi andato a fumare tra primo e secondo tempo nello spogliatoio del Milan dove ero in prova sarei stato un pazzo. Sono pazzo, ma non fino a questo punto”.