Vittorio Feltri, ‘Berlusconi è finito: non ci sono scappatoie’

Vittorio Feltri, dalle pagine del Fatto Quotidiano, lancia un messaggio chiaro a Berlusconi: caro Silvio, era meglio se scappavi all’estero quando avevi ancora il passaporto. Questo è quello che avrebbe fatto il fondatore di Libero: "Sarei scappato quando ancora avevo il passaporto", dichiara nell’intervista. Come fece Bettino Craxi nel maggio del 1994: il Cinghialone lasciò l’Italia varcando il confine in direzione Hammamet. Ma lui aveva ancora il passaporto in tasca.

Secondo Feltri ormai il Cavaliere è davvero finito. Intervistato da Beatrice Borromeo, l’editorialista del Giornale è convinto che “per Berlusconi questa volta sia davvero finita”. “Capisco la tigna di Berlusconi, sul piano emotivo, umano, psicologico: ma concretamente non lo porterà da nessuna parte. Lui resterà convinto fino alla fine di poter trovare una scappatoia, ma io non la vedo”.

La grazia di Napolitano? Non ci sarà, anche perché – ragione Feltri – il Cav non la chiederebbe mai. "La grazia non sta in piedi, perché esistono procedure particolari e non mi pare che Berlusconi le gradisca: non la chiederebbe mai”. L’amnistia? Non ci sarebbe maggioranza in Parlamento. Non il voto dello stesso Parlamento contro il decadimento di Berlusconi da senatore perché la gran parte dei parlamentari “non si lascerebbe sfuggire l’occasione per togliersi definitivamente dai piedi il nemico di sempre”. E nemmeno fare cadere il governo potrebbe servire: “Napolitano non ha nessuna intenzione di sciogliere le Camere: tenterebbe di fare un altro governo, magari basato su 5 punti programmatici – giusto per trovare un pretesto – a cui aderirebbero anche i Cinque stelle. E poi nel Pdl, che in questo periodo di sbandamento non riesce a ricompattarsi, ci sarebbe sicuramente una parte di parlamentari che, facendo appello al solito senso di responsabilità, aderirebbe a un Letta bis”.

Dopo Silvio, allora, chi potrebbe guidare il centrodestra italiano? La figlia Marina? “Non credo che questa via darebbe molto sollievo al padre: lui vuole fare tutto personalmente, come ha dimostrato negli ultimi vent’anni. Non ha mai delegato nulla, e quando proprio ha dovuto ha scelto Alfano, che è tutto dire. Magari con Marina farebbe meno fatica, ma oltre al fatto che lei non ha mai fatto politica, c’è anche la questione delle aziende, che in famiglia hanno un bel peso”.                                                                                              

La verità, per il fondatore di Libero, è che Silvio non riesce ancora a vedere con chiarezza ciò che gli accadrà nelle prossime settimane, ovvero il nel suo prossimo futuro di condannato, tanto è vero che “cambia umore continuamente”. “Il problema di queste esperienze tremende è che finché non succedono davvero non si riesce a valutarle a pieno”. Feltri ricorda il caso di Alessandro Sallusti, che “prima di essere arrestato non era entrato psicologicamente nel ruolo del detenuto. Vale anche per Berlusconi. Ma dopo tre giorni ai domiciliari uno impazzisce”. Insomma, la vicenda che riguarda Silvio Berlusconi, il centrodestra la tenuta dell’attuale governo, continuerà ad essere al centro del dibattito politico dei prossimi giorni e mesi. E intanto “ciascuno si sente libero di dire la sua”, ma la verità – conclude Feltri – “è che non ci capiamo più niente. È il caos totale”.