VIDEO | Italiani nel mondo, Salvini: “Rivedere il voto all’estero, basta brogli”

Per il Matteo padano "bisogna rivedere il sistema di elezione degli italiani all'estero che spesso e volentieri fa rima con truffa e broglio, a noi interessano consensi e voti puliti". E poi: “Ci sono sei milioni di italiani residenti all'estero spesso dimenticati. Sarebbe meglio avere loro che chi arriva con barchini e barconi"

“Italiani residenti all’estero: analisi a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia”. Questo il titolo dell’evento organizzato dalla Lega nel Mondo in Sala Nassirya al Senato. All’appuntamento è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che poi in conferenza stampa ha dichiarato: “L’immigrazione alla quale ci rivolgiamo con piu’ interesse e’ quella dei figli, dei nipoti degli italiani che si meriterebbero di venire a vivere in Italia”. Ricordando i casi di chi si trasferisce in paesi come il Portogallo per avere delle agevolazione fiscali, soprattutto dopo la pensione, Salvini ha spiegato: “Il nostro Sud sarebbe meglio. Ci sono sei milioni di italiani residenti all’estero spesso dimenticati. Sarebbe meglio avere loro che chi arriva con barchini e barconi“.

“Chi porta ricchezza e non problemi al nostro Paese deve poter venire con regole certe e senza coprifuoco. Mi rivolgo a tutti gli italiani residenti all’estero, ai loro figli che vogliono tornare in Italia. Vogliamo un Paese aperto ai turisti e ai professionisti”. “C’è un’Italia fuori dall’Italia che sarebbe la seconda regione, un popolo di 6 milioni di italiani residenti all’estero, troppo spesso dimenticati o meglio ricordati solo in campagna elettorale” spiega il leader della Lega.

Per Salvini la rete diplomatica italiana all’estero deve essere innanzitutto un “avamposto” per il ‘made in Italy’ e un punto di riferimento per i cittadini italiani che vivono in altri paesi. Bisogna parlare, ha spiegato, della “efficienza o inefficienza degli servizi consolari, della presenza diplomatica italiana all’estero, degli enti di promozione culturale, degli enti di promozione turistica e commerciale. Penso che anche in sede diplomatica si possa fare di meglio e imparare da altri che hanno nei propri avamposti all’estero punti di business e di riferimento per le comunità italiane all’estero”. Insomma, “va bene il concerto di violino e la mostra di quadri, però l’Italia in questo momento ha bisogno di essere conosciuta e apprezzata anche per la sua manifattura, per i suoi prodotti, per il ‘made in Italy’ che ci è invidiato in tutto il mondo”.

A proposito di voto all’estero: per il Matteo padano “bisogna rivedere il sistema di elezione degli italiani all’estero che spesso e volentieri fa rima con truffa e broglio, a noi interessano consensi e voti puliti”.

“Stiamo combattendo a Bruxelles perché se ci sono degli italiani che hanno avuto dei vaccini non ancora riconosciuti dall’Unione europea, cosa fanno? Possono venire a trovare i loro cari o tornare a lavorare?”. Salvini esprime “vicinanza uno per uno a tutti gli italiani residenti all’estero, perché siamo una stessa comunità, questi 6 milioni di italiani sono i nostri ambasciatori nel mondo, ma non sempre sono valorizzati”.

“La Lega nel mondo – sottolinea invece Paolo Borchia, coordinatore della diramazione estera del Carroccio – ha svolto un ruolo proattivo in questo ultimo anno, specialmente durante il primo lockdown quando c’erano migliaia connazionali bloccati all’estero che non potevano rientrare. Anche in questo caso sia la Lega nel Mondo che i nostri deputati e senatori in Commissione esteri hanno svolto un ruolo di primo piano per aiutare i nostri connazionali”.

“Dall’inizio della legislatura – ricorda il deputato eletto all’estero della Lega Simone Billi – abbiamo portato avanti tante battaglie e portato a termine diversi progetti, tra i tanti la carta d’identità elettronica che oggi è attiva in tutte le circoscrizioni consolari d’Europa. Adesso stiamo lavorando per migliorare il rilascio della carta. Abbiamo inoltre lavorato fin dall’inizio della legislatura per il potenziamento e l’apertura dei consolati, penso al decreto Brexit, ma bisogna dare una spinta in più alla Farnesina perché queste cose vengano messe in pratica”.