Vaccini, il fallimento dell’Unione Europea

Qui ci sono in ballo la salute degli italiani e l'economia del Paese. Allora, quando l'Unione Europea non dà una risposta, si deve fare ricorso ad altri canali per avere le dosi di vaccino che servono

La sostituzione di Domenico Arcuri con il generale Francesco Paolo Figliuolo nel ruolo di commissario per l’emergenza Covid è un fatto positivo ma non basta. Infatti, la realtà dei fatti è che servono i vaccini contro il virus. O si creano le condizioni per arrivare all’immunità di gregge il più presto possibile o si rischia di dovere continuare a vivere in un Paese pieno di restrizioni per lungo tempo. L’Italia non può permettersi ritardi.

A questo punto, non sarebbe il caso di fare ciò che hanno fatto altri Paesi? Austria ed altri Paesi hanno deciso di sganciarsi dall’Unione Europea e di avvicinarsi a Paesi come Israele, nell’acquisto delle dosi di vaccino. Perché l’Italia non dovrebbe fare altrettanto? Se l’Unione Europea ha sbagliato, perché mai l’Italia non dovrebbe agire autonomamente? Gli altri Paesi lo fanno. La succitata Austria è un esempio di ciò.

Qui ci sono in ballo la salute degli italiani e l’economia del Paese. Allora, quando l’Unione Europea non dà una risposta, si deve fare ricorso ad altri canali per avere le dosi di vaccino che servono. Per esempio, perché non si apre al vaccino russo “Sputnik”? La Repubblica di San Marino l’ha già fatto.

Questo è il fallimento dell’Unione Europea. L’Unione Europea ha dimostrato di essere inefficiente e non è stata in grado di fare arrivare i vaccini agli Stati membri. Ha sbagliato completamente l’approccio nei confronti delle industrie farmaceutiche. Ha preferito contenere le spese a scapito della possibilità di vaccinare il maggiore numero di persone possibile. Ora, i Paesi europei si devono arrangiare. L’Italia che fa?