Tre cose tre che il Parlamento potrebbe fare subito ma non fa

E a proposito di legge elettorale, risulta patetico osservare il dimenarsi degli esponenti di quei partiti che, se va in porto lo sbarramento al 5%, dovranno lasciare lo scranno

Non mi intendo di politica e di leggi e, pertanto, addentrarmi nei meandri delle norme costituzionali mi resta impossibile. Quanto premesso però non mi impedisce di percepire il tanfo che ammorba la nostra politica alla quale accedono pochi politici seri ed orde di politicanti in cerca di uno stipendio, di privilegi e della possibilità – di dimostrazioni ce ne sono fin troppe – di fare intrallazzi.

Nelle aule parlamentari spesso ridotte a mercato di quartiere succede di tutto, si perde tempo in modo ridicolo, ozioso e senza senso per bloccare disegni di legge, si fanno funambolesche trovate che sono truffe per i contribuenti, senza parlare ovviamente della nullità di quel rosario di studi e consulenze che servono solo per darsi un po’ di visibilità e a contraccambiare favori che costano un mare di denaro pubblico.

Ebbene, gli “onorevoli” che riempiono le aule parlamentari non hanno mai trovato tempo di legiferare su tre cose semplici, alla portata di ogni testa e, soprattutto, rispettose verso i contribuenti; basterebbe forse un pomeriggio per l’intero iter, ma i rappresentanti del popolo “sovrano” non ne hanno mai parlato.

La prima, forse la più ridicola, riguarda il titolo di “onorevole”: è già ozioso di per sé e, se poi ci mettiamo quante truffe e reati sono stati e vengono fatti riempiendosi la bocca con tale titolo, viene spontaneo pensare che sarebbe opportuno abolirlo ma, cosa strana, nessuno ci ha mai pensato.

La seconda si riferisce alle prebende dei parlamentari: ogni tanto qualcuno affronta il problema per ridurle, ma poi, chissà per quale arcano motivo, tutto si arena ed intanto loro continuano a insaccocciare.

La terza, quella che oggi è diventata immonda, pur se concepita per nobili e sublimi fini, atti a garantire la libertà di espressione e di democrazia, ma erano altri tempi, è l’articolo 67 della Costituzione che recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

Senza dilungarmi sullo spregevole gioco del cambiacasacca, credo che ci siano “onorevoli” che addirittura vanno in aula con la valigetta piena di casacche dei vari colori e pronti a vendere se stessi tradendo gli elettori per il solo scopo di mettere le terga su uno sgabello.

Ritengo che tale articolo, soprattutto per la scarsa qualità di molti parlamentari, che senza scrupoli alterano il responso delle urne vendendosi, sia da abolire.

Sono tre semplici provvedimenti che nessun rappresentante del popolo vuol toccare. Siamo proprio in “buone” mani, ma alla fine la colpa è nostra che subiamo senza fiatare questi “onorevoli politicanti” che tengono famiglia.

A proposito del “tengo famiglia”, è patetico quanto stanno blaterando i segretari di quei partiti che, se va in porto la sbarramento al 5%, dovranno lasciare lo scranno che con tanti sotterfugi, cambi di casacca e tradimenti si sono procurati. Mi si consenta una domanda: come può migliorare e progredire un Paese con simili personaggi?