Storia, curiosità e aneddoti sul gioco del blackjack

Tra gli appassionati di blackjack figurano addirittura delle star di Hollywood. È il caso, ad esempio, di quel Ben Affleck che è salito agli onori della cronaca per essere stato allontanato da una sala da gioco...

Chi conosce il 7 e mezzo avrà probabilmente sentito nominare anche il blackjack, un gioco di carte molto simile, ma che assume di più i connotati del gioco d’azzardo. Proprio questo aspetto ha frenato in parte l’evoluzione del gioco che nacque in Francia durante la rivoluzione francese, prima di esplodere in alcune zone degli Stati Uniti dove era consentito praticarlo legalmente. Nel blackjack i giocatori non se la vedono tra di loro, ma direttamente contro il mazziere: vince chi ottiene il punteggio più alto a ogni mano, ma entro determinati limiti. Non si deve mai superare infatti la soglia di 21, altrimenti si perderà in automatico.

A causa della diffusione dilagante e a tratti preoccupante del blackjack, arrivò il punto in cui gli americani decisero addirittura di bandirlo. Il blackjack rimase dunque un tabù fino alla prima metà del XX secolo, quando il Nevada legalizzò il gioco favorendone un nuovo boom su larga scala. Oggi il blackjack viene giocato persino online, proprio come il poker o la roulette live presente in rete. Non è un caso se proprio in America ci sono i giocatori più assidui.

Tra gli appassionati di blackjack figurano addirittura delle star di Hollywood. È il caso, ad esempio, di quel Ben Affleck che è salito agli onori della cronaca per essere stato allontanato da una sala da gioco. Alcune regole, infatti, sono sacre in certi ambienti. Contare pubblicamente le carte è assolutamente vietato. Un tempo, chi otteneva i tanto agognati 21 punti con una combinazione composta da un jack di picche e un asso poteva avere diritto a una maggiorazione del premio. In ogni caso, molte delle regole originali sono rimaste intatte fino ai giorni nostri. Per giocare servono 2 mazzi francesi, in cui l’asso può valere 1 o 11, le figure hanno il valore di 10 e le carte comuni conservano il valore indicato chiaramente sulla loro superficie, in relazione alla quantità di simboli dei semi presenti.

Dopo le puntate dei giocatori il mazziere assegna una carta a tutti, incluso se stesso. I giocatori possono chiedere carte supplementari per cercare di aumentare i rispettivi punteggi e avvicinarsi il più possibile a 21, limite che non deve essere superato per evitare di sballare e perdere ab imis la mano. Il banco si ferma, invece, quando raggiunge il punteggio di 17. Dopo aver chiarito tutti i punteggi, il mazziere deve pagare i giocatori con punteggi superiori al proprio. Il blackjack vero e proprio si effettua ottenendo 21 punti con le prime carte assegnate e consente un pagamento di 3 a 2.

Sui tavoli europei le carte sono visibili a tutti sin dall’inizio della mano, mentre su quelli americani il mazziere deve prelevare una carta coperta subito dopo aver ottenuto quella scoperta. In alcuni casi si può eseguire lo “split” delle carte dello stesso valore fino a tre volte, ma per gli assi quest’opzione è consentita una volta soltanto. Con lo “split” si giocano di fatto due mani in una sola, in quanto ogni carta seguirà un percorso indipendente dall’altra. Se sceglie di “splittare”, però, il giocatore deve associare alla seconda carta una puntata equivalente a quella che aveva indicato per la prima.