Santori (Fdi), “nel Pronto soccorso di Roma condizioni di lavoro indegne”

“Promiscuità, sovraffollamento, condizioni di lavoro indegne nel Pronto soccorso della Capitale. Intervenga Lorenzin”: la denuncia di Fabrizio Santori, consigliere Fdi in Regione Lazio

“Il caos che si sta registrando nei Pronto soccorso della Capitale e della sua provincia purtroppo non ci sorprende, ma sicuramente continua a indignarci. Il fallimento sul fronte sanitario del presidente Zingaretti emerge evidente da questa condizione vergognosa, per questo rinnoviamo il nostro invito al ministro della Salute Lorenzin per un intervento concreto nei nosocomi della Regione Lazio mandando gli ispettori o i Carabinieri del Nas per una verifica preventiva dello stato dei luoghi. Promiscuità, condizioni di lavoro per il personale sanitario indegne, barelle sui corridoi e stanze sovraffollate questo è il panorama che si presenta in una qualsiasi delle strutture sanitarie d’emergenza. Serve un intervento immediato per far uscire il Lazio da questa situazione di pericolo per i propri cittadini. Le lacrime di coccodrillo a eventi consumati non potranno essere accettate”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

“Da mesi denunciamo l’assoluta incapacità degli ospedali regionali di garantire livelli accettabili di cure ai cittadini, a causa del sovraffollamento delle strutture e di organici insufficienti. Solo poche settimane fa avevamo segnalato oltre cento persone in attesa nei pronto soccorso di ben sei nosocomi romani, con ricoveri improvvisati su barelle e assenza di privacy. Questa situazione è intollerabile anche oggi con numeri indegni di una città civile: addirittura con una media di 150 persone in attesa al Policlinico Umberto I e picchi di 120 al Policlinico Torvergata, al Gemelli e al Santa Maria Goretti di Latina. Se poi a tutto ciò si aggiunge anche l’assurdità delle numerose ambulanze ferme e impossibilitate a fornire l’assistenza dovuta, allora il quadro dell’emergenza si definisce ancora meglio. Anche nella provincia di Roma da Subiaco fino ad Anzio e Nettuno passando per Colleferro la situazione è insostenibile e ormai l’intero sistema è al collasso”, conclude Santori.