Salvini assalito dalle solite zecche, arrestate i facinorosi – di Ricky Filosa

Zecche. Come vogliamo chiamarli, quei manifestanti dei centri sociali che a Bologna hanno assalito il leader della Lega Matteo Salvini e alcuni militanti del Carroccio? “Potevano ammazzarci”, ha detto l’europarlamentare leghista. E ha ragione. Sarebbe bastato poco. Abbiamo visto com’è stata ridotta l’auto su cui viaggiava Matteo: presa a calci, a sassate, a bastonate, da alcuni giovani teppisti che non conoscono il significato della parola democrazia.

Zecche. Che nella vita non aspettano altro che poter esibire la loro prepotenza, soprattutto contro la parte “avversaria”, nella quale militano uomini e donne che non la pensano come loro. Incoscienti e irresponsabili, c’è mancato poco e avrebbero potuto fare male davvero.

Un episodio, quello accaduto nelle scorse ore nel capoluogo dell’Emilia Romagna, che non va sottovalutato. Un episodio che non può non farci tornare alla mente ciò che è successo tempo fa a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo a Milano: una statuetta del monumento simbolo del capoluogo lombardo lanciata in faccia al Cavaliere gli causò una grave ferita al volto e una copiosa fuoriuscita di sangue. Si disse che era stato il gesto inconsulto di un pazzo: sarà andata davvero così?

Fatto sta che la tensione vissuta a Bologna è palpabile in tutto il Paese. Ha ragione il leader di Forza Italia, è un momento bruttissimo per la politica italiana. La verità è che, nonostante le belle parole di politici e rappresentanti delle istituzioni, i cittadini vivono male e fanno sempre più fatica ad andare avanti. Ormai da tempo riescono a malapena a sopravvivere. La politica continua a divorare risorse e a tanti cittadini manca persino il pane. E’ un andazzo che sembra nessuno abbia intenzione di fermare.

L’aggressione a Salvini, tuttavia, come quella a Berlusconi, o come quel pugno tirato in faccia a Daniele Capezzone mentre anni fa stava camminando per la strade del centro di Roma, non rappresenta la rabbia di un Paese intero che è ormai allo sfinimento, ma soltanto l’ignoranza di certa gente che non ha ancora capito che le opinioni, anche le più forti e nette, vanno rispettate. Vanno rispettate le battaglie politiche, sociali, culturali, soprattutto se in quelle battaglie si rivedono milioni di italiani.

Matteo Salvini è sempre più il faro che può fare luce in un centrodestra ormai buio e dimentico persino dalla propria base. Viene preso di mira per le sue idee che sono poi quelle di una gran fetta del Paese. Le forze dell’ordine avrebbero fatto bene ad arrestare subito quei facinorosi che hanno cercato persino di uccidere l’avversario. Odiatori di professione, capre ignoranti senza idee, deficienti. Ci spaventa un Paese così, tanto poco capace di rispettare un leader di partito da cercare di farlo fuori. Non vorremmo che a questo punto qualcuno invocasse la legittima difesa: per Calderoli, ad esempio, ormai non resta altro che l’occhio per occhio. Solidarietà a Matteo Salvini e alle camicie verdi.

Twitter @rickyfilosa