Roma, bambini non vaccinati ammessi a scuola. Mandelli (Fi): “Raggi pensi ai problemi della città”

“Mi sembra che i temi toccati dalla mozione siano diversi rispetto a quelli trascritti quando il sindaco Raggi ha preso carta e penna per scrivere al ministero”

Riguardo la mozione del Campidoglio e della lettera del Sindaco di Roma Virginia Raggi sulla possibilità di accesso alla scuola anche ai bambini non vaccinati è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus il Senatore di Forza Italia Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti Italiani e vicepresidente della commissione bilancio.

“Sono perplesso – ha detto il Senatore Mandelli – mi sembra che i temi toccati dalla mozione siano diversi rispetto a quelli trascritti quando il sindaco Raggi ha preso carta e penna per scrivere al ministero. Vaccinarsi è un fatto importantissimo e l’obbligo di legge è determinato anche dal fallimento delle politiche di sensibilizzazione del Ministero della Salute verso le famiglie, perché se le famiglie sono ben informate avrebbero una fidelizzazione alla vaccinazione come nei paesi del Nord dove non c’è l’obbligo ma le persone sono ben consapevoli dei rischi della mancata vaccinazione.”

“Non credo sia nella competenza del Sindaco esulare da contesti propri della sua attività. Sarebbe importante ed opportuno iniziare a preoccuparsi dei tanti problemi di una delle città più belle del mondo che sta vivendo un periodo oscuro per tante ragioni. Si fa politica su argomenti che politici non sono. Non facciamo politica su questi argomenti (le vaccinazioni)”.

“Da vicepresidente della commissione bilancio ho sempre sollevato il tema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Il tema è capire come rendere sostenibile la grande innovazione medica e come possa essere fruibile per i nostri cittadini è questo il tema di sfida, a mio avviso, per le prossime elezioni. Purtroppo i nostri conti fanno sempre più fatica, le politiche del PD hanno sempre rimandato questa preoccupazione nascondendo la polvere sotto il tappeto”.