Ricardo Merlo (MAIE), reddito d’inclusione anche per gli italiani all’estero

Il Movimento Associativo Italiani all'Estero chiede che il governo italiano la smetta di considerare gli italiani nel mondo come cittadini di serie B

L'On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente MAIE, al megafono durante il #7A a Buenos Aires, manifestazione per chiedere servizi consolari dignitosi per gli italiani nel mondo

“Il governo ha varato il reddito d’inclusione, un intervento a favore dei cittadini italiani poveri. O meglio, non di tutti i cittadini italiani, ma solo di quelli che risiedono in Italia, compresi anche tutti i rom e sinti con cittadinanza italiana, la stragrande maggioranza di loro. Ma un cittadino italiano in gravi difficoltà economiche, se risiede fuori dei confini, viene discriminato e abbandonato a se stesso. Può letteralmente morire di fame come, ad esempio, alcuni connazionali in Venezuela come denunciato al CGIE dal nostro Collevecchio”. È quanto dichiara in una nota l’On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

“Il MAIE chiede, anzi pretende che lo Stato italiano tratti i suoi cittadini allo stesso modo senza fare differenza fra poveri e poveri, fra chi vive al di qua e chi al di là del confine. E invita – conclude Merlo – tutti gli eletti all’estero a fare pressioni in tal senso sulla maggioranza e sul governo”.