Referendum cannabis bocciato dalla Consulta. L’Italia resta ferma dov’è, altri paesi vanno avanti

Radicali Italiani: "Con questa nuova fumata nera sono state bruciate quasi 2 milioni di firme raccolte per i referendum eutanasia e Cannabis”

Il quesito referendario sulla ‘cannabis legale’ è stato dichiarato inammissibile. Lo ha annunciato il presidente della Corte costituzionale, Giuliano Amato, in conferenza stampa al termine della camera di consiglio.

“Abbiamo dichiarato inammissibile il referendum – io dico – sulle sostanze stupefacenti, non sulla cannabis. Il quesito è articolato in tre sotto-quesiti e il primo, quello relativo all’articolo 73 comma uno della legge sulla droga prevede che scompare tra le attività penalmente punite la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3, che non includono nemmeno la cannabis che è nella tabella 2 ma includono le cosiddette droghe pesanti. Già questo è sufficiente a farci violare obblighi internazionali plurimi che sono un limite indiscutibile dei referendum”. Così in conferenza stampa il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato.

“Con questa nuova fumata nera sono state bruciate quasi 2 milioni di firme raccolte per i referendum eutanasia e Cannabis. Si tratta di sentenze politiche che cancellano la piu’ grande mobilitazione popolare della storia recente. E’ un brutto giorno per la democrazia nel nostro Paese”. Cosi’ in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani a seguito della bocciatura della Corte costituzionale.

“Legalizzare la Cannabis e i suoi derivati, lo ricordiamo ancora, vuol dire minare alle basi la criminalita’ organizzata che ricava la maggior parte dei suoi proventi dal traffico di droga. Significa anche separare il mercato della Cannabis da quello delle droghe pesanti e poter finalmente creare decine di migliaia di posti di lavoro, non ultimo significa anche la realizzazione di introiti miliardari per lo Stato. Tutto questo i cittadini, tra di loro moltissimi giovani, lo hanno capito firmando per il referendum che abbiamo promosso insieme all’Associazione Coscioni. C’e’ una gran parte del Paese che guarda al futuro e che ha testimoniato nel corso di questi anni il fallimento delle politiche proibizioniste. Tutte questo prospettive oggi sono state negate ma noi continueremo a lottare contro il mercato nero delle mafie e contro la condanna ad essere fuorilegge che colpisce milioni di consumatori”, concludono.

“La bocciatura anche del referendum per la legalizzazione della Cannabis priva l’Italia di una stagione di discussione pubblica e partecipazione elettorale per riforme di libertà e responsabilità”. Lo dichiara Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, partito che era tra i promotori del referendum sulla cannabis.

“Ci sarebbe stato un confronto appassionato e appassionante tra i SI e i NO, che avrebbe coinvolto direttamente milioni di elettori, invece questa è una vittoria assegnata a tavolino dalla Consulta. L’Italia resta ferma dov’è, mentre altri paesi vanno avanti. Il nostro impegno decennale per la legalizzazione della cannabis, per toglierla ai mercati criminali e per evitare il carcere per questa sostanza, proseguirà”.

Cannabis: Vito (FI) a Berlusconi, fa meno male e crea meno dipendenza di alcol

“Bene il vino, presidente, ma la Cannabis fa meno male e crea meno dipendenza dell’alcol”. Lo scrive su Twitter ilo deputato di Forza Italia, Elio Vito, rispondendo al post del leader azzurro, Silvio Berlusconi, che celebrava il voto al Parlamento europeo a tutela della produzione vinicola italiana.