Rcs, aumento capitale ai blocchi: periodici a Cda martedì

Tutto pronto in Rcs per l’avvio lunedi’ dell’aumento di capitale fino a 421 milioni mentre i Pesenti sciolgono le riserve e decidono di partecipare con poco piu’ della meta’ della loro quota (3,75% rispetto al 7,4% oggi detenuto). I diritti di opzione della ricapitalizzazione saranno negoziabili fino al 28 giugno e potranno essere esercitati fino al 5 luglio. La Borsa ha reagito in maniera tutto sommato contenuta al prezzo fissato per le nuove azioni in opzione a 1,245 euro, con uno sconto del 30% sul prezzo teorico ex diritto (Terp): a Piazza Affari il titolo Rcs ha chiuso in calo del 5,16% a 3,6 euro.

Nel frattempo le avvertenze al prospetto preparato dalla societa’ per la ricapitalizzazione confermano che ‘alcune delle ipotesi sottostanti al piano’ industriale del’ad. Pietro Scott Jovane ‘potrebbero risultare ambiziose a causa degli elementi di incertezza sulle tendenze’ del mercato pubblicitario. Nel documento vengono in particolare citati i dubbi espressi dalla societa’ di consulenza del board della casa editrice sulla possibilita’ di centrare gli boettivi del piano nei tempi prefissati Tornando all’aumento, dopo aver fissato le condizioni dell’aumento ieri, l’azienda ha comunicato oggi l’effettiva firma del consorzio di garanzia delle banche che porta quindi ad avere un’operazione garantita per 380 milioni. I sette soci del patto gia’ impegnati ad aderire hanno firmato poi degli impegni a non vendere (lock-up) per sei mesi: si tratta di Fiat, Intesa, Mediobanca, Pirelli, Fonsai, Mittel ed Edison.

Ora il Cda Rcs tornera’ a riunirsi martedi’ 18 giugno per un aggiornamento sui dossier aperti. L’interesse maggiore e’ sui periodici, visto che per fine mese il gruppo ha annunciato la chiusura di nove delle dieci testate in vendita se non trovera’ un acquirente. Le possibili chiusure riguardano A, Bravacasa, Yacht & Sail, Max, Europeo, Astra, Novella, Visto e Ok Salute. In vendita figura anche il polo dell’enigmistica, di cui si esclude pero’ una chiusura.

Secondo quanto si apprende, intanto, Rcs starebbe valutando anche un possibile scorporo e vendita della divisione Collezionabili della Rcs Libri, il cui marchio principale e’ Fabbri. Il possibile acquirente potrebbe essere Marcello Honorato Giani, attuale direttore generale della divisione che nel 2012 ricavi per 18,8 milioni di ricavi e in calo dai 31,7 milioni nel 2011 dopo la riduzione pianificata dei lanci di nuove opere.

Tornando ai periodici, l’offerta su alcune testate di Alfredo Bernardini De Pace sembrerebbe sempre in pole position, pur con l’attenzione sollevata dalla presenza in partita anche di Daniela Santanche’ (in gara, poi, secondo ricostruzioni di stampa figurerebbe ancora anche Guido Veneziani). Sul ‘nodo’ periodici, intanto, lunedi’ riprendera’ la trattativa sindacale dopo che l’azienda l’11 giugno ha previsto cassa integrazione per 107 persone a zero ore, 87 dalle testate periodiche in chiusura, e altre 20 a rotazione da quelle ‘core’.

Un accordo andra’ trovato entro meta’ luglio. C’e’ poi attesa su possibili sviluppi nella vendita di Dada. Mentre in questi giorni Rds si e’ dichiarata interessata alle radio Finelco, che Rcs ha detto di non ritenere strategiche. Il gruppo ha pero’ il 44,5% del polo di cui fanno parte Radio 105 Network e Radio Monte Carlo, oltre a Virgin Radio e il pallino sembra in mano all’azionista di maggioranza, la famiglia Hazan. Non sono emersi sviluppi invece che facciano pensare a un’accelerazione nella possibile vendita del palazzo del gruppo nel centro di Milano (sede del Corriere esclusa).

Nell’aumento di capitale Rcs c’e’ intanto da registrare la proposta avanzata dal Cdr del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport e dalle Rsu dei poligrafici dei due quotidiani, che hanno chiesto all’azienda di valutare una partecipazione alla ricapitalizzazione dei dipendenti tramite conversione del monte ferie pregresse, su base volontaria.