Raffaele Fitto, ‘vogliamo consolidarci nell’area di centrodestra’

Raffaele Fitto, leader di Conservatori e Riformisti, intervistato dal Tempo commenta quanto sta accadendo nella capitale d’Italia: “La vicenda di Roma è fra il comico, il ridicolo e il tragico. Ma il fallimento Marino, vincitore nelle primarie del Pd, non significa che il sistema sia sbagliato. Noi lavoriamo a una proposta di legge che regoli le primarie, che restano uno strumento di democrazia. Di certo non si possono più scegliere i candidati facendo casting, come per uno spettacolo televisivo".

A confluire nel perimetro renziano "non ci pensiamo neppure. Vogliamo consolidarci nell’area di centrodestra, dove sono le nostre radici e la nostra identità, per discutere le cose da fare, che sono tante, rifiutando ogni monopolio. È finito il tempo delle illusioni. Perciò non lavoriamo per l’immediato, per guadagnare momentanee visibilità. I nostri traguardi sono in prospettiva, ma dovranno essere seri e duraturi. Non ci interessa il teatrino della politica fatta nei talk show o con i tweet. Dobbiamo offrire prospettive concrete agli oltre 10 milioni di elettori che hanno abbandonato il centrodestra, ma cercano un nuovo punto di riferimento”.

Su Silvio Berlusconi Fitto aggiunge: "Non possiamo stare con chi sostiene il governo, facendo finta di stare all’opposizione. È grottesco che chi ha votato per due volte la nuova legge elettorale e la riforma del Senato, oggi parli di regime, non è credibile. Il governo Renzi non ha fatto troppo, ha fatto troppo poco. E noi con le nostre proposte e la nostra opposizione vogliamo spiegarlo agli italiani, per recuperare la partecipazione di chi non vota più". "Il Ppe – aggiunge – è ormai ostaggio dei socialisti, sempre più lontani dalle attese dei cittadini degli altri Paesi. Siamo nel gruppo dei Conservatori e Riformisti e guardiamo con interesse all’Inghilterra di Cameron come modello a cui ispirarsi, dove sono state abbassate davvero le tasse e sono in salita l’occupazione e la crescita. Se l’Inghilterra è alla vigilia di una scelta decisiva se restare o meno nella Ue, ciò dovrebbe far riflettere tutti su che cosa è l’Europa oggi. E come è urgente cambiarla".