Prostitute minorenni: ora verifiche su mille telefonate

Un numero enorme di contatti telefonici, una massa imponente di traffico di piu’ utenze, tutte dirette ai cellulari delle due prostitute minorenni del giro dei Parioli che potrebbe nascondere altri nomi di clienti. Sono circa mille le "tracce sensibili" sulle quali gli inquirenti della Procura di Roma sono al lavoro per cercare di dare un volto a chi ha avuto incontri a pagamento con le due ragazzine. Al momento nel registro degli indagati sono finiti in 50 con l’accusa di prostituzione minorile ma le verifiche non si sono fermate.

L’obiettivo di chi indaga e’ dare un volto ai quei contatti telefonici, a quelle telefonate con cui i clienti fissavano gli appuntamenti con le due ragazzine.

Si tratta di un filone dell’indagine che cammina parallelo a quello sviluppato per gli organizzatori del giro di prostituzione che coinvolgeva otto ragazze (due delle quali minori). Nei giorni scorsi la procura ha proceduto ad effettuare la chiusura dell’inchiesta che riguarda otto persone tra cui Mirko Ieni e Nunzio Pizzacalla, ritenuti gli ideatori dell’attivita’ illecita che gravitava intorno ad un appartamento nel quartiere nella zona a nord di Roma. A rischiare il processo, oltre ai due sfruttatori, la madre di una delle ragazzine, i clienti Riccardo Sbarra, Marco Galluzzo e Mario Michael De Quattro. Ieni e Pizzacalla sono accusati di sfruttamento della prostituzione minorile e Ieni anche di cessione di droga. Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due minorenni, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico.

Il cliente Mario Michael De Quattro e’ accusato invece di una tentata estorsione, per aver cercato di farsi dare 1.500 euro dopo aver videoregistrato un incontro dietro la minaccia di diffondere il filmato. Un altro cliente, Marco Galluzzo, e’ accusato di aver ceduto cocaina in cambio delle prestazioni. L’autorita’ giudiziaria, in base a quanto si apprende, ha delegato l’elezione di domicilio dei clienti tra cui anche Nicola Bruno, figlio del parlamentare di Forza Italia, Donato e Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini.

I fascicoli che ne seguiranno sono unici e non comprendono le contestazioni degli altri presunti frequentatori dell’appartamento di viale Parioli: in sostanza, all’attenzione del gip potrebbero arrivare oltre cinquanta richieste di processo ma e’ immaginabile che le posizioni analoghe saranno accorpate in un unico procedimento. In questa fase i pm di piazzale Clodio spiegano che i clienti finiti nel registro degli indagati non "verranno interrogati a breve" ma non si esclude che potrebbero presentarsi presso gli uffici della Cittadella Giudiziaria spontaneamente.