PdL, serve un chiarimento – di Antonio Gabriele Fucilone

Quella di mercoledì scorso è stata una bruttissima giornata per i moderati. Il Popolo della Libertà ha rischiato la scissione di alcuni elementi, tra cui il segretario Angelino Alfano, e Berlusconi ha votato la fiducia al governo Letta. Per il momento, sembra che la scissione sia congelata, grazie a Berlusconi che, votando la fiducia, ha tolto ogni pretesto agli "scissionisti", ma c’è il rischio che essa si concretizzi. Ora, qui serve un chiarimento, anche in funzione delle elezioni europee ed amministrative che ci saranno l’anno prossimo.

Per la cronaca, si voterà in Province e Comuni importanti, come quelli di Bologna, Prato, Firenze, Foggia, Bari e Lecce, e si voterà anche qui a Roncoferraro, in Provincia di Mantova (per il Sindaco e la Giunta Comunale) ed io, in quanto militante del Popolo della Libertà, in qualche modo, sarò tra le persone impegnate in tali elezioni. Alfano ed i suoi dicano quello che vogliono fare e chiariscano la loro posizione. Intendono continuare il cammino con il resto del Popolo della Libertà o vogliono andarsene e fare un partito loro? Prima, volevano fare una scissione. Poi, hanno cambiato o, quantomeno, hanno congelato questo progetto. Alfano, che vuole fare il leader, non faccia quello che ha fatto mercoledì, facendo girare tra i banchi del governo un foglietto di carta con la lista dei senatori del Popolo della Libertà che avrebbero dato voto favorevole al governo Letta e quelli che avrebbero votato diversamente, ma dica le cose in faccia e metta la faccia in quello che dice e che sostiene, di fronte a tutti. Sarebbe giusto contarsi e vedere chi è per la linea di Berlusconi e chi per la linea di Alfano. Il tutto dovrebbe avvenire in trasparenza. I leader si vedono da questo. Nel bene e nel male, essi devono mettere la faccia.

Se ha ragione, Alfano resti segretario del partito e vada avanti, perché ciò sarebbe un suo diritto. In caso contrario, tragga le conseguenze di certe sue prese di posizione, dimettendosi dal ruolo che ricopre e faccia il capo della minoranza interna al partito, che avrebbe comunque una sua dignità. Inoltre, servirà un chiarimento anche sui valori di riferimento e sulla collocazione europea di quello che sarà Forza Italia, oggi Popolo della Libertà.

Forza Italia sarà un partito democristiano che farà parte del Partito Popolare Europeo o sarà un partito di centrodestra simile al Partito Conservatore Inglese, più critico verso questo europeismo germanocentrico e conservatore? Nel secondo caso, sarebbe sempre un partito moderato, simile al Partito Conservatore Inglese, il Partito Conservatore Canadese ed il Partito Liberale d’Australia, che ha vinto le elezioni con Tony Abbott. Non sono certo partiti di estremisti, sono moderati, ma non secondo il modello democristiano.

Da iscritto al PdL, che vuole che il partito vinca, io non intendo restare in questa confusione. Anche in funzione delle elezioni comunali che ci saranno qui a Roncoferraro, se il PdL dovesse sciogliersi, io avrei le mani libere. Intendiamoci, io non passerei mai a sinistra ma orienterei il mio consenso ed il mio sostegno verso altri movimenti del centrodestra. Sono convinto che questa mia posizione sia ampiamente condivisa. Serve un chiarimento anche su ciò. I moderati rischiano di perdere il loro riferimento e questo non deve essere permesso. La gente è stufa della politica inconcludente e vuole risposte e, in quanto principale partito dei moderati, il Popolo della Libertà deve dare queste risposte.