Silvio Berlusconi è il PdL e il PdL è Silvio Berlusconi. Sono in molti ad esserne convinti. Del resto, è inutile negarlo: la forza e il carisma del Cavaliere gli consentono di continuare a rappresentare per gli italiani il vero punto di riferimento del centrodestra. E poi Silvio è sempre pronto, sempre disponibile, instancabile. Lo si intuisce anche da un tweet di Gianfranco Rotondi, ex ministro berlusconiano e parlamentare PdL: "Emergenza! Ieri ho cercato tutti i dirigenti del Pdl, mi ha risposto solo Berlusconi. Chiaro perché Silvio è il dopo Berlusconi?!". Insomma, dopo Silvio c’è ancora Silvio e solo lui.
Dopo il cinguettio di Rotondi in rete si è scatenato il dibattito, anche con diverse repliche dell’ex ministro. In una di queste, Rotondi spiega: “Senza Silvio temo che ci scioglieremo senza scambiarci nemmeno i numeri di telefono", ha scritto il parlamentare PdL, secondo il quale “al Pd e al Pdl manca una cultura di riferimento. Se uno fosse popolare e l’altro socialista starebbero insieme al governo senza paura di confondersi".
Probabilmente, ha ragione Rotondi quando scrive che senza Berlusconi il centrodestra italiana di spaccherebbe in più parti e la guerra interna al partito farebbe non poche vittime. Ma questo non succederà, fino a quando ci sarà ancora il Cavaliere in prima linea.





























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