PdL, Cicchitto: Berlusconi come Craxi? Paragone non regge

"L’attacco contro Berlusconi è talmente violento, e il suo ruolo politico così decisivo, che sarebbe un errore qualunque surrogazione di tipo familiare. Darebbe una sensazione di ripiego, laddove l’uomo è saldamente in campo. Semmai il problema è un altro: costruire un partito che non sia incarnato da due falchi, un fenicottero, mezza colomba (per restare ai paragoni ornitologici) ma sia veramente capace di sostenere il suo leader sul territorio". Così Fabrizio Cicchitto, in una intervista alla Stampa, commenta la proposta di Giuliano Ferrara di lanciare Marina Berlusconi quale antagonista a Renzi.

Rifiuta poi un paragone tra Berlusconi e Craxi: "Il paragone storico non regge proprio. Al momento delle monetine e dell’esilio, purtroppo Craxi era impopolare nel Paese perché l’operazione mediatica contro di lui era riuscita. Tra l’altro il PSI si spappolò. Invece il Pdl è sostanzialmente unito, e ha un leader che resta non solo popolare tra la gente, ma decisivo per l’attuale equilibrio politico. Senza la generosità politica di Berlusconi, il governo Letta non sarebbe mai nato, e questo sarebbe bene che nessuno lo dimenticasse".

Dice poi di confidare in un atto di clemenza di Napolitano: "Il Presidente ha voluto, anzi ha praticamente imposto, le larghe intese quali ultima spiaggia per la tenuta anche economica dell’Italia. Personalmente sono stato d’accordo con lui. Se vuole evitare che tutto precipiti, Napolitano non può non misurarsi fino in fondo con la situazione eccezionale determinata dalla condanna di Berlusconi. È impensabile che l’equilibrio possa reggere se viene negata l’agibilità politica di chi maggiormente lo ha sostenuto", "Napolitano, con tutto il rispetto che meritano la carica e la persona e il ruolo finora svolto, non può non fare i conti con un soggetto che ha svolto un ruolo devastante rispetto agli equilibri usciti anche dal confronto democratico ed elettorale. Siamo in presenza di una chiara anomalia giudiziaria che precede l’avvento di Berlusconi e che risale al ’92, quando cinque partiti furono spazzati via da una corrente politicizzata: Magistratura democratica. La cui filosofia, documenti alla mano, consiste nell’uso del codice penale per ribaltare il sistema e riuscire là dove la sinistra stessa ha fallito. Napolitano conosce perfettamente la gravità di questa anomalia, visto che lui stesso nei mesi scorsi è stato oggetto di un attacco da Palermo, da cui si è potuto mettere al riparo per le guarentigie di cui giustamente gode il Presidente della Repubblica. E anche queste, tuttavia, sono state fatte valere con grandissima difficoltà e durissime resistenze".