Pazza idea di Micheloni (Pd), eletti all’estero nel nuovo Senato e non alla Camera

Claudio Micheloni, senatore del Pd eletto nella ripartizione estera Europa, non ci sta a vedere eliminati gli eletti all’estero da Palazzo Madama. Meglio rinunciare ai deputati, spiega, perché – afferma – “appare molto più significativa la presenza di una rappresentanza degli italiani all’estero nella Camera delle autonomie come si sta disegnando in questo momento, che può produrre indirizzi per le nostre comunità all’estero". Dunque "sarebbe meglio togliere i deputati, che danno la fiducia al governo e hanno una valenza più politica, e lasciare la rappresentanza al Senato”. 

Micheloni ha chiesto l’accantonamento dell’emendamento 2.103, già dichiarato non ammissibile dalla presidenza "per consentire almeno che sia il governo a dare una risposta". Il senatore insiste: “Si può trovare il modo di riscriverlo questo emendamento se c’è volontà politica".

Il presidente del Senato Pietro Grasso da parte sua ha spiegato che "non è possibile accantonare un emendamento già stralciato, ma sensibilizzeremo il governo a valutare la questione". Chissà che ne pensano i colleghi deputati eletti all’estero, Pd e non Pd, della proposta del senatore residente in Svizzera…

Ricordiamo che oggi i senatori eletti all’estero sono sei, i deputati dodici. Nel nuovo Senato sparirebbero gli eletti oltre confine, che resterebbero invece a Montecitorio e continuerebbero ad essere dodici. Sempre che Micheloni non insista con certe strane idee. Se queste sono le genialate dei nostri rappresentanti, il governo un giorno non troppo lontano potrebbe pensare, altrimenti, chissà, di eliminare anche i deputati e di azzerare a quel punto la presenza di eletti dagli italiani nel mondo all’interno del Parlamento. Non è poi una ipotesi così impossibile, visto l’andazzo.