Patronati italiani all’estero, Di Biagio (Ap): oggi non servono più come ieri

Torniamo a parlare di patronati italiani nel mondo. Dopo l’articolo-bomba pubblicato da il Fatto Quotidiano e rilanciato anche da ItaliaChiamaItalia, interviene Aldo Di Biagio, senatori di Area Popolare eletto all’estero, il quale commenta: “In tema di patronati all’estero, a quanto pare, c’è tanta confusione, nel senso che in nome di una pseudo strumentalizzazione politica si perde la lucidità necessaria che servirebbe per inquadrare la vera utilità del patronato in uno scenario dominato da flussi migratori giovani le cui istanze sono ben lontane dalle potenzialità in termini di servizi offerti da questi istituti presenti nei territori di migrazioni".

"Forse sfugge a molti – spiega Di Biagio – che stanno venendo meno le condizioni che hanno portato nel tempo alla nascita e promozione dei patronati italiani all’estero, essendosi, tra le altre cose, ridotta fisiologicamente la mole delle attività di gestione previdenziale dei connazionali di vecchia emigrazione, sostanzialmente la core mission dei patronati, ed essendosi perfezionate le infrastrutture digitali per la gestione di quelle informazioni un tempo monopolio di patronato, e che attualmente sono lo strumento gestionale preferito dai giovani migranti. Di fatto, quindi, la ragione stessa della presenza dei patronati all’estero va ridimensionandosi venendo meno, semplificando, la domanda stessa di servizi da questi normalmente gestiti".

"Questi elementi – continua Di Biagio – in qualsiasi altro Paese avrebbero condotto ad una revisione del ruolo stesso dei patronati all’estero, in ragione delle istanze di una società in evoluzione, ma l’invito ad un aumento degli stessi da parte di autorevoli referenti, unito al moltiplicarsi delle sedi all’estero, per ragioni che non sono poi tanto chiare, con una ricerca spasmodica di attribuzione di altri ruoli e competenze, sollevano un discutibile paradosso istituzionale dinanzi al quale non ci possiamo permettere di restare in silenzio”.

"Tutto questo acquista un valore ancora maggiore alla luce delle polemiche che caratterizzano l’immagine di alcuni patronati oltre confine che, malgrado le prove di illecito, rivendicano grossolanamente onestà e competenza invece di fornire chiarimenti e mettersi a disposizione delle istituzioni – conclude Di Biagio – per individuare insieme le lacune della disciplina suggerendone eventualmente una riforma".