Patronati italiani all’estero, condannato il principale accusato della truffa INCA/CGIL di Zurigo

Un caso di cui si è parlato molto in passato. E che ha gettato tante ombre sull’operato dei patronati italiani nel mondo. Un funzionario dell’Inca/Cgil svizzera che ha truffato decine e decine di connazionali, portando via loro i risparmi di una intera vita. Ieri, la notizia: Antonio Giacchetta è stato riconosciuto colpevole e condannato a nove anni di reclusione. Una volta scontata la pena, verrà espulso dalla Svizzera. Ma prima dovrà rimborsare i soldi sottratti ai suoi connazionali.

Antonio Giacchetta alle vittime della truffa aveva chiesto scusa, “trovo ripugnante ciò che ho fatto”. Ma loro delle sue scuse non sanno che farsene, “noi vogliamo i nostri soldi”.

Per il Tribunale, dunque, è tutto vero: Giacchetta ha sottratto a 76 connazionali 12 milioni di franchi. Il tribunale zurighese ha seguito fino in fondo le richieste della pubblica accusa malgrado la difesa si fosse invano battuta per una riduzione della pena a 4 anni e mezzo. Giacchetta, ha sottolineato il giudice, “ha agito con grande egoismo e senza il minimo scrupolo".

Scrive L’Italiano: “Ora, perchè giustizia venisse fatta al 100%, bisognerebbe che venissero celebrati altri due processi. Uno a quelli ignobili individui che in questi anni hanno fatto girare la voce che molti pensionati fossero d’accordo a consegnare i loro soldi al Giacchetta perchè li facesse fruttare. Ed uno all’INCA/CGIL di Roma per responsabilità oggettiva. L’INCA Svizzera è già stata condannata da tempo ma si è dichiarata fallita ed ha chiuso la sua rete per non rifondere i danni”.

Si legge sul Corriere del Ticino: “Il patronato INCA opera su incarico del Ministero italiano del lavoro e sul suo sito internet si presenta con lo slogan: ‘Previdenza, cittadinanza lavoro: ovunque ti trovi, INCA difende i tuoi diritti’. Facile quindi immaginare la reazione delle persone rimaste vittime del raggiro, molte quali si erano rivolte all’organizzazione che dipende dal sindacato perché avevano difficoltà con il tedesco”.

Soddisfatto Marco Tommasini, presidente del Comitato Difesa Famiglie: “Qualcosa sta cambiando”, commenta. Ce lo auguriamo tutti.