Anche nelle tribolazioni il cristiano e’ sempre gioioso e mai triste. Mentre ‘un cristiano che continuamente si lamenta, tralascia di essere un buon cristiano’. Lo ha detto stamani papa Francesco durante la messa alla Casa Santa Marta, nella quale il Pontefice ha sottolineato che il ‘sopportare gioioso’ ci fa diventare giovani. Alla messa, concelebrata con i cardinali Angelo Comastri e Jorge Mejia, riferisce Radio Vaticana, ha preso parte un gruppo di dipendenti della Fabbrica di San Pietro. ‘Entrare in pazienza: quella e’ la strada che Gesu’ insegna a noi cristiani. Entrare in pazienza… Questo non vuol dire essere tristi. No, no, e’ un’altra cosa! Questo vuol dire sopportare, portare sulle spalle il peso delle difficolta’, il peso delle contraddizioni, il peso delle tribolazioni’, ha affermato papa Bergoglio. Questo e’ un processo – ha aggiunto – di maturita’ cristiana, attraverso la strada della pazienza. Un processo da tempo, che non si fa da un giorno all’altro: si fa durante tutta la vita per venire alla maturita’ cristiana. E’ come il buon vino’.
Il Papa ha cosi’ ricordato che tanti martiri erano gioiosi, come per esempio i martiri di Nagasaki che si aiutavano l’uno con l’altro, ‘aspettando il momento della morte’. Di alcuni martiri, ha poi rammentato, si diceva che ‘andavano al martirio’ come a una ‘festa di nozze’. Questo atteggiamento del sopportare, ha aggiunto, e’ l’atteggiamento normale del cristiano, ma non e’ un atteggiamento masochista. E’ invece un atteggiamento che li porta ‘sulla strada di Gesù’. ‘Quando vengono le difficolta’, anche arrivano tante tentazioni. Per esempio il lamento’, e ‘un cristiano che continuamente si lamenta, tralascia di essere un buon cristiano’, ha osservato il Papa, secondo cui ‘il silenzio del sopportare la Croce non e’ un silenzio triste. E’ doloroso, tante volte molto doloroso, ma non e’ triste’. Ecco che allora il cristiano e’ chiamato a sopportare come Gesu’ ha fatto, ‘senza lamentele, sopportare in pace’. E, ha detto ancora il Pontefice, questo ‘andare in pazienza, rinnova la nostra giovinezza e ci fa piu’ giovani’. ‘Il paziente e’ quello che, alla lunga, e’ piu’ giovane! Pensiamo a quegli anziani e anziane nella casa del riposo, a quelli che hanno sopportato tanto nella vita: Guardiamo gli occhi, occhi giovani, hanno uno spirito giovane e una rinnovata giovinezza’, ha ribadito papa Francesco, rinnovando l’auspicio ‘del sopportare le tribolazioni e anche – mi permetto di dire – di sopportarci l’un l’altro’. ‘Chiediamo al Signore – ha concluso – la grazia di questo sopportare cristiano che ci da’ la pace, di questo sopportare col cuore, di questo sopportare gioioso per diventare sempre piu’ giovani, come il buon vino’.
































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