Diverse persone – a cominciare dallo stesso On. Ignazio La Russa – mi hanno chiesto di aderire all’ “Officina per l’Italia” che dalle scorse settimane, su iniziativa di “Fratelli d’Italia”, cerca di dare una base programmatica comune alle diverse anime che compongono oggi la destra italiana.
Credo sia prematuro giudicare questo tentativo – comunque apprezzabile – perché va valutata la proposta politica che uscirà da questi primi incontri. Allo stesso modo bisogna capire che cosa succederà all’interno dell’ex PDL ora Forza Italia, diviso al momento tra le due anime di falchi e colombe. Ritengo però interessante proporre ai lettori de IL PUNTO – e che in parte hanno avuto simpatia o sono provenienti da esperienze di centro-destra – quanto proposto dall’ “Officina” riprendendone il testo direttamente dall’agenzia stampa di FdI.
LA COSTRUZIONE DI UN PERCORSO
Fratelli d’Italia sente il dovere, prima che il diritto, di proporre e promuovere un soggetto che costituisca, pur senza soluzione di continuità, l’innovativa evoluzione politica e statutaria del Movimento fondato nel dicembre 2012. Con spirito costruttivo propone a personalità del mondo della cultura, della politica, della società una strada per rilanciare il progetto di un nuovo centrodestra, capace di affrontare quelle criticità del nostro tempo che stanno aggredendo l’Italia. L’indebolimento del ceto medio, l’insorgenza di povertà nuove e più estese, l’acuirsi delle diseguaglianze sociali, l’avvento del relativismo culturale e della globalizzazione delle idee e delle identità, l’espulsione dal mercato del lavoro di un numero enorme di addetti, la compromissione del futuro delle nuove generazioni, la messa a rischio degli asset strategici italiani e dello stesso principio di sovranità nazionale sono elementi che inducono a intraprendere con decisione un’altra strada, dotata di un obiettivo strategico e caratterizzata dalla rinuncia a ogni modello oligarchico. Le prime regole che ci siamo dati e che proponiamo come canovaccio.
Lo strumento per realizzare entro novembre tale evoluzione è l’Officina per l’Italia alla cui prima composizione provvede il Consiglio Direttivo di Fratelli d’Italia con l’ovvia possibilità che la stessa Officina si autodetermini nel corso della sua azione. L’Officina si avvale di due organi, un Comitato politico e un Comitato scientifico.
Per quanto attiene la trasformazione politica e statutaria di cui al punto 1) è considerata irrinunciabile la presenza del simbolo di Fratelli d’Italia, pur convenendo sulla necessità di una sua evoluzione che testimoni l’assenza di uno spirito di annessione e costituisca un ulteriore forte richiamo per i milioni di elettori alternativi sia alla sinistra sia al centro d’ispirazione montiana.
Fratelli d’Italia intende in ogni caso mantenere l’impegno preso di far svolgere senza ritardo i congressi con il metodo delle primarie e fissa fin d’ora il 27 gennaio come data di riferimento per la celebrazione del Congresso nazionale e dei Congressi regionali, allo scopo di sottolineare l’uso del metodo partecipativo. Nella stessa data saranno eletti anche gli organi collegati oltre i direttivi provinciali che designeranno, con votazione democratica nei 30 giorni successivi, il Coordinatore provinciale.
Il Comitato politico dell’Officina, oltre a Giuseppe Cossiga che lo organizza e dirige, ha un Coordinamento formato da 7 componenti e dal Consiglio direttivo di Fratelli d’Italia. All’unanimità, potranno essere cooptati altri elementi. Fratelli d’Italia propone e invita a far parte del Coordinamento: Giovanni Alemanno, Magdi Cristiano Allam, Luciano Ciocchetti, Antonio Guidi, Giulio Terzi di Sant’agata, Adolfo Urso, Pasquale Viespoli.
Il Comitato politico dell’Officina effettua le scelte strategiche di linea politica, quelle organizzative e di preparazione dei congressi e avvia un confronto con le segreterie dei partiti non presenti in Parlamento per verificare la concreta possibilità di un percorso comune.
Le riunioni avranno l’architettura del workshop, con un dibattito aperto tra i presenti, su una relazione introduttiva.
Al termine del ciclo di incontri, che non potranno superare comunque la fine del mese di ottobre, si propongono una o più sedute speciali con audizioni dei principali sindacati di categoria, delle associazioni culturali, ambientaliste, di volontariato con profilo nazionale per presentare il lavoro prodotto.
I componenti il Comitato scientifico potranno pronunciarsi sull’adesione al manifesto finale, senza che questo comporti alcun vincolo politico-partitico.
Il Manifesto sarà oggetto di confronto e ulteriore elaborazione con altri soggetti politici che fossero interessati al tentativo di ricomposizione dell’area di centrodestra per valutare le compatibilità programmatiche e politiche.
Si propone di presentare il Manifesto al grande pubblico in una convenzione nazionale da tenersi il 9 novembre, anniversario della caduta del Muro di Berlino, come annunciato nel mese di settembre ad Atreju.
I Movimenti e i partiti che convergono nel nuovo progetto, a iniziare da Fratelli d’Italia, garantiranno adeguata diffusione, anche via web, dei contenuti del manifesto sul territorio nazionale, in modo che siano garantiti radicamento, partecipazione dal basso e condivisione dell’intero processo.
Per rendere più incisivo il lavoro si propone l’istituzione di una Consulta delle regioni e degli enti locali della quale faranno parte tutti gli eletti regionali e delle grandi aree metropolitane, a garanzia di un loro diretto coinvolgimento nelle nuove aggregazioni e di una presenza diffusa sul territorio.
Si propongono 5 manifestazioni interregionali per presentare il progetto e garantire le possibilità di adesione da tenersi entro il 9 novembre.





























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